Guerra in Ucraina: Governo Draghi in fibrillazione, resa dei conti su invio armi a Kiev

Momenti decisivi per l'invio di armi a Kiev, il Governo Draghi vara la stretta per la guerra in Ucraina. Cosa deciderà?

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Mario Draghi

Ci siamo, è il momento di decidere nuovamente che posizione prendere in merito alla guerra in Ucraina. Ormai la politica italiana sembra spaccata. C’è chi è totalmente contrario all’invio di armi a Kiev, chi invece sostiene l’idea e chi sta a metà strada e aspetta a questo punto la decisione del Governo Draghi.

Governo Draghi sulla guerra in Ucraina

Non ci sta Giuseppe Conte, è lui il portabandiera di coloro che non vogliono inviare più armi a Kiev per fomentare la guerra in Ucraina, una sfida quella con la Russia che secondo molti è comunque destinata a perdere e che quindi costerà soltanto un numero enorme di vittime. Ecco le parole dell’ex premier: “Il governo era nato per affrontare l’emergenza pandemica e il Pnrr, ma di fronte ad uno scenario imprevisto non possiamo pensare che il governo vada avanti da sé, decidendo di volta in volta cosa fare e come posizionarsi perché non ha un mandato politico”.

Controbatte invece Letta de PD: “Noi ne discuteremo in parlamento. Lo scenario non è cambiato”. Sostanzialmente quindi il segretario del Partito Democratico si dice favorevole all’invio delle armi, anche perché nulla è cambiato a suo dire da quando è iniziata la guerra tra Russia e Ucraina. Quindi, posizione diametralmente opposta a quella di Conte che invece appunto sostiene che ora le cose sono cambiate e che è necessario un voto in parlamento.

Governo Draghi, cosa farà?

Le dichiarazioni di Draghi dopo l’incontro con Biden sono opportune solo in parte, secondo Conte. “Ho sentito Draghi che giustamente ha detto il negoziato non possiamo farlo sulla testa di Zelensky e dell’Ucraina, lo condivido ma non possiamo lasciare a lui soltanto la responsabilità esclusiva del negoziato perchè siamo coinvolti anche noi”.

Insomma, la questione dovrà essere necessariamente dibattuta per capire se sono davvero tutti d’accordo oppure no.

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