Green Pass anche per andare a lavoro, chi non si vaccina rischia lo stipendio? La proposta di Confindustria che fa discutere

Certificato Verde anche per andare a lavoro?

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Green Pass lavoro

Da giorni ormai il tema Green Pass è più caldo che mai. Ogni nodo sarà sciolto entro la giornata di domani, quando il Governo deciderà se e come rendere obbligatorio il Certificato Verde. Ad oggi, le ipotesi sono molte: dal Green Pass obbligatorio a tappe, quindi partire da agosto con ristoranti al chiuso dove basterà una dose di vaccino e da settembre estendere anche ai mezzi pubblici l’obbligatorietà con doppia dose, fino a modulare la necessità del pass in base alla situazione di ogni singola Regione.

Green Pass per andare a lavoro, la proposta di Confindustria

Anche Confindustria si è espressa in merito alla possibilità di rendere obbligatorio il Green Pass addirittura per andare a lavoro e sta pensando ad una proposta normativa per l’estensione dell’utilizzo del pass per accedere ai contesti aziendali. Cosa ne sarà di chi non si è vaccinato o non ha potuto farlo? Tra le ipotesi quella di essere spostati ad altre mansioni ma anche la sospensione dell’impiego, dunque il rischio di restare senza stipendio.
Una lettera interna del direttore generale di Confindustria, Francesca Mariotti, non sembra lasciare spazio a dubbi:

“L’esibizione di un certificato verde valido dovrebbe rientrare tra gli obblighi di diligenza, correttezza e buona fede su cui poggia il rapporto di lavoro. In diretta conseguenza di ciò, il datore, ove possibile, potrebbe attribuire al lavoratore mansioni diverse da quelle normalmente esercitate, erogando la relativa retribuzione; qualora ciò non fosse possibile, il datore dovrebbe poter non ammettere il soggetto al lavoro, con sospensione della retribuzione in caso di allontanamento dell’azienda”

A rischio lo stipendio per chi non si vaccina

Se la proposta passerà davvero, al lavoratore che non presenta il Green Pass, potrebbe quindi essere sospeso lo stipendio o attribuite mansioni diverse.


Subito c’è stata una reazione da parte dei sindacati: il segretario della CGIL, Maurizio Landini, ha rilasciato un’intervista a La Stampa in cui ha chiarito: “Spero che sia il caldo. In questo anno di pandemia i lavoratori sono sempre andati in fabbrica in sicurezza. Rispettando i protocolli e le norme di distanziamento. Non sono le aziende che devono stabilire chi entra e chi esce. Confindustria, piuttosto, si preoccupi di far rispettare gli accordi contro i licenziamenti”. Il tema, insomma, continua a far discutere e sicuramente anche per i prossimi giorni resterà un tema molto caldo, non senza scontri.

Vedi anche: Green Pass obbligatorio anche per i mezzi pubblici? Gli esperti sono tutti d’accordo, ecco cosa hanno deciso

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