'Green Pass obbligatorio al lavoro: chi si licenzia per non vaccinarsi

Green Pass obbligatorio al lavoro: chi si licenzia per non vaccinarsi e il caso dell’azienda che caccia i non vaccinati

Il caso di United che licenzia 600 non vaccinati senza Green Pass.

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Migliori aziende dove lavorare

Dal prossimo 15 ottobre tutti i lavoratori pubblici e privati dovranno presentare il Green Pass obbligatorio per accedere al luogo di lavoro. Una misura che interessa anche liberi professionisti, colf, badanti e baby sitter e che ha scatenato parecchie polemiche da parte di chi non vuole vaccinarsi.

Il caso di United che licenzia 600 non vaccinati senza Green Pass

Il nuovo decreto uscito il 21 settembre ha in parte dato una piccola spinta alle prime dosi di vaccino, aumentate del 30% rispetto alle settimane precedenti. A 15 giorni dall’avvio del pass per andare a lavoro obbligatorio, però, mancano ancora 8,3 milioni di italiani over 12 senza nessuna dose.
Sono dunque milioni i lavoratori pronti ad andare avanti a tampone o addirittura a perdere il lavoro pur di non vaccinarsi. Poi c’è il caso della United, la nota compagnia aerea americana, che si è detta pronta a licenziare i 600 dipendenti che non hanno voluto vaccinarsi, mentre per i 200 che hanno chiesto l’esenzione la situazione resta in bilico.

La compagnia ha riferito di aver attuato tutti i controlli del caso per verificare che davvero i 200 dipendenti sono impossibilitati a vaccinarsi. Il 96% dei dipendenti United si sono vaccinati ma all’appello mancano circa 2mila dipendenti che hanno chiesto l’esenzione. Di questi ci sono almeno 200 per cui il vettore sta valutando caso per caso, mentre per altri 600 il rischio di licenziamento è concreto. Dai vertici hanno fatto sapere che “Questa è stata una decisione incredibilmente difficile, ma mantenere la nostra squadra al sicuro è sempre stata la nostra prima priorità”. Ovviamente chi deciderà di cambiare idea e vaccinarsi sarà reintegrato.

Nonostante le polemiche, la legge americana consente alle aziende di licenziare per violazione “della politica di sicurezza aziendale”.

Altri vettori hanno più o meno seguito l’esempio della United ma senza arrivare al licenziamento. Delta Airlines, ad esempio, ha deciso che farà pagare 200 dollari al mese ai dipendenti non vaccinati per ammortizzare i costi sanitari aziendali mentre la Hawaiian Airlines licenzierà i dipendenti che entro il 1 novembre non si vaccinano.

No-vax disposti a perdere il lavoro per non vaccinarsi

In Italia, invece, solo Siemens ha chiesto il vaccino obbligatorio ai lavoratori. Nella legge italiana, come ha sottolineato Rosario De Luca, presidente di Fondazione studi dei consulenti del lavoro:

“Non è possibile individuare una norma che faccia scattare il licenziamento automatico in caso di mancata vaccinazione. Per ottenere questo risultato, è dunque necessario un intervento normativo ad hoc, che innovi la materia, superando anche i vincoli della tutela della privacy da più parti invocata”.

Discorso a parte per sanitari per cui è stata imposta la vaccinazione come requisito per lavorare.
Nel frattempo, gli irriducibili no-vax pur di non vaccinarsi hanno deciso di andare avanti a tamponi fino a quando servirà il Green Pass obbligatorio, dunque accollandosi una spesa di circa 150-200 euro mensili per fare il tampone ogni 48 o 72 ore. C’è anche chi ha deciso di rinunciare a lavorare pur di non vaccinarsi.

Vedi anche: Green Pass e Covid-19: lo studio dello Spallanzani sui vaccinati con alte cariche virali

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