Green Pass obbligatorio, ecco le 3 date decisive indicate dal Governo per il futuro degli italiani

Italia divisa sul Green Pass, la questione diventa politica.

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Green Pass obbligatorio

Il viaggio verso il Green Pass obbligatorio si sta facendo sempre più periglioso, per questo motivo il Governo ha individuato i punti focali con 3 tappe che probabilmente decideranno il futuro degli italiani. Innanzitutto, si dice pronto ad estendere lo stato di emergenza fino al 31 dicembre, intanto prepara il terreno per l’arrivo del pass per il vaccinati.

Green Pass obbligatorio, le date del Governo

Agosto sarà il mese caldo del Green Pass, il primo step per quello che una volta era definito (giustamente) passaporto vaccinale, sarà quello di renderlo operativo per tutti coloro che hanno fatto la prima dose e vorranno partecipare ad eventi pubblici. È ancora poco chiaro se sarà da subito applicabile anche per bar e ristoranti al chiuso, questione che al momento vede i leader politici del paese abbastanza divisi e che potrebbe quindi far slittare, almeno per il momento, la proposta.

Il secondo step è invece previsto per settembre, e sin da subito, cioè al primo giorno. Le condizioni sarebbero le medesime, ossia presentarlo per la partecipazione ad eventi pubblici, ma in questo caso il Green Pass verrà rilasciato solo a chi ha completato l’intero ciclo vaccinale, ossia ha effettuato anche la seconda dose. Si parla di terzo step invece previsto per settembre, e riguarderebbe i trasporti pubblici.

Green Pass obbligatorio, lo scoglio del terzo step

Il terzo passaggio, quello relativo ai trasporti pubblici, potrebbe essere il vero scoglio, forse insormontabile. Il Governo pare aver individuato anche la data, si parla infatti di metà settembre per l’introduzione del Green Pass obbligatorio per salire sui trasporti pubblici. Bus, metro e treni però non vengono presi per passatempo, ci sono tanti lavoratori che ogni giorno li utilizzano per recarsi a lavoro.

Immaginiamo quindi che su questo punto il dibattito dei politici si farà ancora più acceso, poiché in questo caso si rischia di bloccare nuovamente i lavoratori. A questo punto, però, sembra lecito chiedersi: non era più semplice inserire l’obbligo vaccinale e quindi pretendere che tutti gli italiani si vaccinino senza questi sotterfugi? Agli italiani l’ardua sentenza.

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