Green Pass nelle chiese, secondo quale inconfutabile processo logico il Governo ha fatto la sua scelta?

Green Pass nelle chiese, cosa ha deciso il Governo e perché?

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Green Pass in chiesa

È tempo di Green Pass, l’Italia s’è destata improvvisamente con nuovo cipiglio, e dal 6 agosto chi non è vaccinato non potrà partecipare agli eventi pubblici senza esibire il certificato di vaccinazione. E l’ingresso in chiesa? Come tutti i luoghi aperti al pubblico (teatri, musei, palestre, cinema) anche le chiese dovranno sottostare a questa regola, giusto? Beh, ovvio che sì. E invece, colpo di scena, la risposta è no!

Green Pass in chiesa, secondo il Governo non serve

Quale è la logica che sta dietro la scelta del Governo di non rendere obbligatorio il Green Pass per l’accesso alle chiese? Apparentemente, non c’è. Secondo il Sileri, semplicemente non ci hanno pensato. Il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri ha espressamente detto che, sulla questione, il Governo ha deciso di non intervenire, semplicemente perché, lo ripetiamo, davvero non ci hanno pensato. Naturalmente intendendo che, tale mancato intervento non è da imputarsi a una dimenticanza, ma a una preoccupazione al momento non necessaria.

In realtà, la logica dietro tale scelta c’è, eccome, ma non farà affatto felici i laici e il Sileri si è guardato bene dal palesarla. Come saprete, infatti, per ora non è stato imposto il Green Pass per i supermercati e i mezzi pubblici. Su quest’ultimo aspetto si discute molto, anche se è probabile che un secondo step li riguarderà soltanto in relazione a treni e aerei, quindi per viaggi sostanzialmente lunghi, mentre chi si sposta per motivi di lavoro non dovrebbe sentire questa incombenza. La situazione per i supermercati invece al momento sembra assolutamente fuori discussione.

Green Pass in chiesa, qual è la logica?

Benché anche i negozi di alimentari e i supermercati siano fonte di rischio per i contagi, al momento sembra impossibile inserire tale obbligo.

Impedire ai non vaccinati di andare a fare la spesa, significa in pratica privarli di mangiare. In Francia al momento questo obbligo c’è, ma pare sarà proprio il primo a cadere, viste le proteste dei francesi. Ritornando alle chiese, dunque, l’idea è che messe e cerimonie religiose siano state considerate allo stesso modo della spesa alimentare. Se torniamo con memoria al primo lockdown, quando anche le chiese vennero chiude fino a metà maggio, ricorderemo che ci fu la polemica avanzata da chi appunto sosteneva che anche l’anima va alimentata come il corpo.

Insomma, il Governo ha deciso di prendere una posizione di origine metafisica, considerando davvero la necessità del credente di sentire la messa come evento imprescindibile per tutta la comunità. Non, quindi, come momento di fede dell’individuo con il proprio Dio, ma come reale fenomeno ineluttabile, atto certo al di là di ogni possibile confutazione di tipo filosofica, fenomeno vitale come quello di alimentare, appunto, il proprio corpo. In pratica, sarebbe come dire: “se non vanno a messa, pur non avendo il vaccino, muoiono lo stesso, perché non si alimentano della parola di Dio”, proprio come accade se i non vaccinati non possono andare a fare spesa. Stesso ragionamento. Rimarranno in vigore le regole solite: mascherina, distanziamento, eliminazione dell’acqua santa e del segno della pace. Ricordiamo invece che le regole di mascherina e distanziamento a cinema e a teatro non basteranno, per entrarvi sarà necessario essere vaccinati o tamponati con esito negativo.

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