'Green Pass e smart working: si può lavorare da casa per evitarlo?

Green Pass e smart working: si può lavorare da casa per evitare la certificazione verde?

Lavorare da casa potrebbe essere una via di uscita per chi non vuole munirsi di Green Pass? La risposta ai dubbi sullo smart working

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Mala tempora currunt per chi ancora non si è deciso a vaccinarsi o forse aveva in mente di non farlo mai. Con una strategia dell’accerchiamento messa in atto a colpi di decreti, il Governo brandisce il Green Pass e porta a casa un nuovo punto nella battaglia contro i no-vax dando però ancora un po’ di tempo agli incerti per ragionarci sopra. Nella giornata di ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato all’unanimità il nuovo decreto Green Pass che ne impone l’obbligo a lavoratori pubblici e lavoratori privati. Il decreto entrerà in vigore il 15 ottobre e durerà sino al 31 dicembre 2021. Rendere i posti più sicuri e dare una spinta alla campagna di vaccinazione sono le motivazioni alla base delle scelte prese.

La certificazione verde come via per riprendere una vita normale

Posticipare la data di avvio dell’applicazione delle norma è stato ritenuto necessario per poter permettere a chiunque non fosse vaccinato di prenotare ed effettuare almeno la prima dose del vaccino. Ma, a parte quest’attenzione, il Governo c’è andato giù duro, confezionando le regole più stringenti d’Europa con l’obiettivo chiaro di dare uno stop netto alla diffusione del Covid-19. Perché non bisogna mai dimenticarlo, il “nemico” da combattere non è la libertà delle persone, come spesso si sente dire da chi accarezza idee complottiste, ma il virus che ci ha tenuti sotto scacco nell’ultimo anno e mezzo.

Il Green Pass è uno strumento di ripartenza, non un tesserino per la sottomissione al potere. La diffusione del Green Pass in maniera più capillare darebbe infatti sicuramente un’ulteriore spinta all’economia. Già nei Palazzi si spinge per riportare a capienza massima cinema, teatri, luoghi di cultura e luoghi dello sport come stadi e palazzetti.

Il Comitato Tecnico Scientifico si esprimerà a breve in merito rivedendo eventualmente i protocolli di sicurezza anti contagio.

Obbligo Green Pass per lavoratori pubblici e privati: le regole stringenti

In sintesi saranno tenuti a munirsi di Green Pass tutti i lavoratori della pubblica amministrazione, delle aziende private grandi e piccole, autonomi come i tassisti, baby sitter, colf e badanti, nonché tutti i soggetti che svolgono a qualsiasi titolo la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato presso le amministrazioni anche attraverso contratti esterni. Unico modo per essere esentato dall’obbligo Green Pass è possedere di una idonea certificazione medica.

Come si ottiene il Green Pass

Il Green Pass si può ottenere a 14 giorni già dopo la prima dose di vaccino, diversamente effettuando un tampone molecolare che avrà validità della certificazione pari a 72 ore o un tampone antigenico (test rapido) con validità 48 ore. Tamponi che, come deciso in decreto, non saranno gratuiti per coloro i quali non si vaccinano per scelta e non per impossibilità di salute. I test rapidi tuttavia godranno di un prezzo calmierato al quale si dovranno adeguare tutte le farmacie sino al 31 dicembre chiamate ad assicurarne la somministrazione: 8 euro per i minori e 15 euro per gli adulti, gratuiti per le persone fragili.

Le sanzioni per i lavoratori senza Green Pass

Dure ed immediate le sanzioni per i lavoratori senza Green Pass. In caso di inosservanza sono previste sanzioni amministrative sino a 1.500,00 euro. Per i lavoratori del privato sprovvisti di Green Pass all’ingresso del luogo di lavoro la sospensione dal lavoro scatta nell’immediato, senza però conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro. Per i lavoratori del pubblico la sospensione scatta dopo cinque giorni.

Con lo smart working si può evitare il Green Pass

Uno dei punti che ha fatto più discutere e sul quale ancora ci si aspetta qualche parere è se scegliendo di lavorare da casa si può evitare di sottoporsi al vaccino o alla sfilza di tamponi eventualmente necessari.

La risposta la si ottiene ragionando in maniera un po’ più ampia.

Aziende private: lavoro da remoto senza certificazione verde

Fino al 31 dicembre le aziende posso decidere unilateralmente se applicare il lavoro da remoto, dopo tale data sarà necessario stipulare nuovi accordi individuali contemplando questa modalità. Sta di fatto che è l’azienda, sulla base del livello di sicurezza che può garantire all’interno dei propri spazi una volta riaperti al personale, delle proprie necessità di business, dell’apparto digitale a disposizione per gestire al meglio le attività anche a distanza, a decidere chi e come può continuare a lavorare da remoto. Pertanto se il lavoratore si trova a fornire la propria prestazione da remoto non ha necessità di ottenere il Green Pass, ma se il lavoratore dovesse essere richiamato in sede allora sì che è tenuto a mostrarlo.  Insomma, il concetto fondamentale è che la mancanza del Green Pass non dà automaticamente diritto al lavoro da remoto, mentre il lavoro da remoto non richiede Green Pass.

Pubblica Amministrazione: lavoro da remoto senza certificazione verde

Per quanto riguarda i lavoratori della Pubblica Amministrazione non è ancora chiaro se senza Green Pass possano usufruire dello smart working, ma, considerando poi le posizioni del Ministro Brunetta sullo smart woring, è abbastanza inverosimile pensare che la mancanza della certificazione verde dia in automatico il diritto di poter lavorare da casa. Linee guida entro il 15 ottobre, annuncia Brunetta

 

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