Gin Santa Ana, il superalcolico filippino che tutti vogliono provare, ecco cos’è

Quali sono gli ingredienti del gin Santa Ana? Ecco un nuovo distillato filippino già pronto a divenire un cult.

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Il distillato che tutti vogliono, il gin che tutti cercano, stiamo parlando di Santa Ana, un prodotto filippino opera di Bleeding Heart Rum Co, gli stessi di Don Papa Rum. Che dire, mettiamoci all’opera per scoprire quali sono i segreti di questo prodotto interessante e dal sapore davvero speciale, capace di concorrere con altri blasonati gin presenti sul mercato mondiale.

Gin Santa Ana, il segreto del suo successo

Un successo prima in patria, poi nel resto del mondo. Non solo le Filippine, oggi Santa Ana sta diventando lentamente un prodotto di culto tra i bevitori di questo distillato. Ma qual è il segreto del suo successo? Innanzitutto, la capacità di conferire al prodotto un sapore tipicamente filippino, questo perché l’azienda produttrice è stata capace di lavorare al meglio con prodotti botanici locali provenienti da una fattoria partner. Ma entriamo ora un po’ più nel dettaglio e andiamo a scoprire quali sono gli ingredienti di questo distillato che sta facendo fare l’acquolina in bocca agli appassionati bevitori di gin in tutto il mondo.

La ricetta del Santa Ana include due fiori locali, Ylang-Ylang e Alpina, e due agrumi locali, Calamansi (simile al lime) e Dalandan (arancia dolce). Di base invece il liquore è distillato con il ginepro. Ecco la lista delle botaniche aromatiche infuse nel distillato di base:

Coriandolo;
Limone;
Arancia Amara;
Radice di Angelica;
Rizoma di Iris.

Soltanto in un secondo momento vengono aggiunti gli ingredienti sopra descritti relativi a Ylang-Ylang e Dalandan, oltre ad altri ingredienti come Alpinia e finocchio.

Gin Santa Ana, alcune curiosità

La distillazione del gin Santa Ana è sotto vuoto, ma è interessante anche notare alcune curiosità storiche sulle origini di questo nuovo distillato filippino.

Il nome è un omaggio al Santa Ana Cabaret, una delle più grandi case da ballo di Manila degli anni 20, a quel tempo addirittura il più grande del mondo. Questo luogo è stato epicentro artistico del paese facendo convergere le esperienze musicali di un’intera nazione e interessando anche altri artisti esteri. Il proprietario del locale dera un giovane italiano, del Molise tale Giovanni Canzona, che in seguito cambiò nome inglesizzandolo in John Canson.

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