'Fuori dal coro scoop in Tv, cure negate senza vaccino e sentenza choc

Fuori dal coro scoop in Tv, cure negate senza vaccino e sentenza choc sul Covid

Interessanti inchieste presentate a Fuori dal Coro di Mario Giordano, dalla sentenza choc alle cure Covid negate.

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Fuori dal coro

Interessante, se non addirittura sconcertante inchiesta a Fuori dal Coro nella puntata andata in onda ieri, martedì 18 gennaio. Nel programma di Mario Giordano spunta servizio su cure negate a pazienti senza vaccino. Inoltre spunta una sentenza choc sul Covid.

Fuori dal Coro, inchieste scottanti

Si parla di cure negate, addirittura da operazioni rifiutate per pazienti che non sono stati vaccinati o che in alcuni casi hanno già ben due dosi ma non hanno ancora fatto la terza. Nel servizio mandato in onda viene infatti fatta ascoltare una telefonata nella quale si sente l’operatrice dire alla paziente da operare che senza terza dose non può subire l’intervento. In pratica, ora anche per operarsi ci vuole il super Green Pass. Naturalmente, stessa situazione anche per chi non ha nemmeno una dose.

Insomma, senza vaccino nessuna operazione. Questo il dato che emerge dal servizio di Mario Giordano andato in onda ieri sera a Fuori dal Coro, un’inchiesta che sicuramente farà discutere e che non sembra essere prevista dalle attuali restrizioni, in quanto tutti i cittadini hanno diritti alle stesse cure, che siano essi vaccinati oppure no. Che ci sia una contraddizione poi è evidente anche dal servizio successivo, vediamo di cosa si tratta nel dettaglio.

Fuori dal Coro, la sentenza choc

Particolarmente interessante è anche il servizio relativo alla sentenza sulle cure del Covid. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio afferma infatti che la Circolare del Ministero della Salute contrasta con la professionalità del medico e con la sua deontologia, impedendo l’utilizzo di terapie ritenute efficaci. La sentenza aggiunge che il contenuto della nota si pone in contrasto con l’attività professionale del medico. La sentenza si riferisce alla circolare del 26 aprile scorso, quando il Ministero della Salute comunicava la gestione domiciliare dei pazienti Covid programmando esclusivamente vigile attesa e trattamenti sintomatici (come ad esempio paracetamolo).

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