Fiction Rai a peso d’oro, 1 miliardo alle “aziende dei figli di”

Roberto Fico (Movimento 5 Stelle) ha ottenuto i nomi delle “happy five”, come vengono indicate le cinque aziende che hanno ricevuto circa un miliardo dalla tv pubblica negli ultimi cinque anni. Guardate che strani cognomi

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Roberto Fico (Movimento 5 Stelle) ha ottenuto i nomi delle “happy five”, come vengono indicate le cinque aziende che hanno ricevuto circa un miliardo dalla tv pubblica negli ultimi cinque anni. Guardate che strani cognomi

Ecco i nomi delle ‘Happy Five‘, ovvero le cinque case di produzione di fiction fornitrici per eccellenza della Rai e che negli ultimi cinque anni hanno ricevuto dalla tv pubblica circa un miliardo. Sul suo blog Beppe Grillo aveva denunciato la poca trasparenza di questa situazione. In Commissione di Vigilanza Rai il deputato Roberto Fico ha ottenuto i primi 3 nomi durante l’audizione della Direttrice di Rai Fiction, Eleonora Andreatta. La porzione di budget che la Rai riserva alla produzione di fiction per il 2013 ammonta a circa 194 milioni di euro. Beneficiarie della fetta più ampia sono la Lux Vide, fondata da Ettore Bernabei, ex Direttore Generale della Rai, e ora presieduta dalla figlia Matilde; la Fremantle Media, il cui amministratore delegato risulta essere  Lorenzo Mieli, figlio di Paolo, ex direttore del Corriere della Sera; e la Publispei, fondata da Gianni Ravera e attualmente gestita da Verdiana Bixio.

All’appello ne mancano ancora due. Cade quindi un primo velo sull’anonimato di queste aziende. Eleonora Andreatta ha spiegato che attualmente: “non esiste una grande concentrazione di società e negli ultimi 5 anni quelle che hanno avuto rapporti più stabili con la Rai sono cambiate”.  Queste tre, ha quindi commentato, “sono quelle che occupano costantemente le prime posizioni ed è perché sono legate da tempo a titoli di successo per il pubblico Rai. Le altre società variano a seconda degli anni e delle serie prodotte”. La direttrice ha inoltre posto l’accento su alcuni costi di produzione, che sono stati ridotti passando ad esempio da 750 mila euro per un’ora di girato, a 600 mila euro. Ma ai grillini non  sfuggito che i nomi delle società citate rimandano a famiglie prestigiose, le cd “aziende dei figli di”.

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