'Fedez vince contro il Codacons: il rapper aveva 'diritto di criticare' sui social. Richiesta l'archiviazione

Fedez vince contro il Codacons: il rapper aveva ‘diritto di criticare’ sui social. Richiesta l’archiviazione

Una lite scoppiata sulle raccolte fondi private per la lotta al coronavirus. Il pm: “Querela inammissibile, confusa e non aderente ai fatti”

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Una lite scoppiata sulle raccolte fondi private per la lotta al coronavirus. Il pm: “Querela inammissibile, confusa e non aderente ai fatti”

Fedez 1- Codacons 0. Si conclude una battaglia che va avanti da mesi, esattamente dal 27 marzo. Il pubblico ministero Francesca Gentilini ha fatto richiesta di archiviazione per Federico Leonardo Lucia, in arte Fedez, in merito all’accusa di diffamazione sollevata nei suoi confronti dal Codacons lo scorso mese di maggio in piena emergenza Covid. “La proposta del Codacons sarebbe quella di bloccare tutte le raccolte fondi private” aveva detto il rapper in un video “Cioè tutti i milioni di euro raccolti per aiutare gli ospedali pubblici, cancellarli e stopparli. Io sono allibito, qualcuno li fermi”: in risposta al ‘volerci vedere chiaro sulla raccolta fondi avviata da Fedez e Chiara Ferragni’ che l’associazione aveva avanzato come proposito, insieme ai forti dubbi nei confronti della trasparenza della piattaforma Gofundme, sulla quale i Ferragnez stavano operando.

 

Nonostante la ritenga ‘inammissibile’ per questioni procedurali, il pm affronta comunque il contenuto della querela presentata dalla sede siciliana dell’associazione di consumatori, nel caso in cui il gip non condividesse il suo primo parere. Il pm milanese spiega che il Codacons “in modo assai confuso, contorto e per certi aspetti non aderente agli stessi fatti allegati o dedotti”, ritiene di “essere stato offeso” dalle dichiarazioni fatte da Federico Leonardo Lucia, in arte Fedez, nel video postato su Instagram che è stato condiviso e rilanciato dai suoi follower sottoponendo così l’associazione ad una “vera e propria gogna mediatica” perché “Fedez ha motivato la diffusione del suo video in modo assai confuso, contorto e per certi aspetti non aderente agli stessi fatti allegati o dedotti”.

 

Inoltre, il presidente del Codacons Carlo Rienzi, era intervenuto dicendo: “Noi abbiamo chiesto con un atto formale al governo che i soldi siano versati direttamente sul conto della Protezione Civile, perché almeno è un ente pubblico, e non rischia che i privati non le destinino a chi devono”, rivolgendosi a “gente che passa la vita dentro un armadio o in alberghi di lusso, vendendo l’immagine di un bambino di due anni contro tutte le norme internazionali a tutela del fanciullo e che si vende l’acqua della fontana a 9 euro al litro”.

Insomma, un duro scambio di accuse tra Fedez e il Codacons.

 

Inoltre, nella vicenda ci sono anche informazioni false e non corrette: in un video, il presidente del Codacons accusa i Ferragnaz di “aver derubato i cittadini di 200-400 mila euro, che dovranno restituire”. Non risulta che la coppia abbia incassato denaro. Per quanto riguarda, infine, la frase di Fedez che accusava il Codans di ingannare i consumatori per una colletta ‘anti-Covid’ i cui fondi però “era destinati alle casse dell’associazione”, la pm ritiene che “le critiche siano tutt’altro che peregrine”: a riguardo, c’erano in corso delle indagini della polizia, un’interrogazione parlamentare e infine lo stesso Codacons ha corretto la campagna sul suo sito.

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