Embargo petrolio russo in Europa, come l’Ue risponde al blocco del gas in Polonia e Bulgaria

L'intesa sull'embargo del petrolio russo in Europa è arrivata dopo il blocco del gas di ieri a Polonia in Bulgaria, ecco cosa si è deciso.

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L’intesa sull’embargo del petrolio russo in Europa è arrivata dopo il blocco del gas di ieri a Polonia in Bulgaria perché si sono rifiutate di pagarlo in rubli. Il sesto pacchetto di sanzioni conterrà quindi anche la sospensione dell’ “oro nero” ma ci sarà una fase di transizione per superare le resistenze della Germania. Ecco ulteriori dettagli in merito.

Embargo petrolio russo in Europa c’è l’intesa

L’Unione Europea ha deciso: ci sarà l’embargo del petrolio russo come risposta allo stop delle forniture di metano alla Polonia e alla Bulgaria. Il prossimo sabato si riunirà nuovamente il Coraper ovvero il Comitato degli ambasciatori dei 27 paesi per approvare il sesto pacchetto di sanzioni. Il 2 maggio, poi, si riunirà il Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea e dell’Energia e il 4 maggio il dossier verrà messo nero su bianco. Per l’Agenzia Internazionale dell’Energia, la Russia giornalmente vende petrolio per circa 700 milioni di dollari per cui le nuove sanzioni Ue potrebbero colpire molto l’economia del paese. Ancora non si sa come avverrà la sostituzione del greggio. Quel che è certo è che esso ha un mercato più flessibile e c’è maggiore possibilità di trovare dei fornitori in alternativa.

La decisione dell’embargo petrolio dopo lo stop del gas

La decisione Ue dello stop al petrolio russo, come detto, arriva dopo la sospensione del gas a Polonia e Bulgaria. Per tali nazioni, però, gli effetti di ciò sono molto limitati rispetto a quelli che potrebbero esserci con il blocco alla Germania e all’Italia. Primo perché lo Yamal trasportava soltanto il 10% di tutto il gas russo acquistato dagli europei e poi perché Sofia è poco dipendente dalla Russia.

Varsavia è inoltre il paese della Ue con gli stoccaggi più elevati, ha serbatoi pieni per il 78%. La paura di un blocco totale del gas da parte della Russia continua però ad essere l’incubo dell’Unione e proprio per questo sul tavolo della Commissione è comparso un dossier dal titolo “piano di emergenza”. L’obiettivo è ovviamente quello di reperire il metano da altre fonti. Intanto si apprende che il nuovo gasdotto dalla Lituania alla Polonia potrebbe aumentare le sue capacità così come il terminal di gas liquido a Klaipeda sempre in Lituania. Anche il Tap che dall’ Azerbaijan arriva in Puglia potrebbe raddoppiare la portata.
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