Elezioni politiche, Giorgia Meloni teme la beffa del pareggio al Senato per colpa del M5S

Elezioni politiche, per Giorgia Meloni possibile la beffa del pareggio al Senato?

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Stipendi Meloni

A un passo dal traguardo. O forse no. Lo stato d’animo di Giorgia Meloni a pochi giorni dal voto del 25 settembre è inquieto. Questo almeno è quanto riferisce un retroscena di Repubblica sulle elezioni politiche. Il timore della leader di Fratelli d’Italia è che la crescita del M5S al Sud possa portare alla beffa del pareggio al Senato. Beffa che tradotta in politichese significherebbe “inciucio”. D’altronde il ragionamento è semplice: se il M5S di Conte guadagna terreno al Sud, la vittoria netta del centrodestra anche al Senato viene rimessa in discussione. E con lei anche l’incarico di premier alla Meloni.

Insomma, acque agitate. Mancano poche ore al voto e se secondo i sondaggi la vittoria del centrodestra sembra quasi scontata, la beffa potrebbe davvero essere dietro l’angolo al Senato. In un certo senso potrebbe centrare anche il reddito di cittadinanza, una misura che negli ultimi giorni è tornata ad essere al centro della campagna elettorale.

Elezioni politiche, l’importanza dei collegi uninominali

Perché l’incubo di Giorgia Meloni si tramuti in realtà, dovrebbero accadere una serie di circostanze favorevoli al M5S. In primis la vittoria ai collegi uninominali di Puglia, Campania e Sardegna. Ovvero tre delle quattro regioni (a queste si aggiunge anche la Sicilia) dove il reddito di cittadinanza pesa di più. Nel senso che la percentuale di percettori è più alta che altrove. Alla luce di questo, qualora l’ex premier riuscisse a vincere almeno in dieci collegi uninominali, la carica del centrodestra si fermerebbe a quota 102 o 103 senatori. Che sì, sono più del 50% (su un totale di 200, ndr), ma darebbero vita a una maggioranza risicata.

A rischio inciucio, appunto.

“No ad ammucchiate indistinte”

Eppure Giuseppe Conte è stato chiaro in più di un’occasione. No ad accordi con il Partito democratico dopo le elezioni. Tantomeno con Matteo Renzi, con il quale i toni si sono alzati oltremisura negli ultimi giorni di campagna elettorale. Con il centrodestra peggio che mai. Lo ha ribadito anche in una recente intervista rilasciata al Fatto Quotidiano, nella quale ha detto “no ad ammucchiate indistinte”. Di quale inciucio allora avrebbe paura la Meloni? La storia del centrodestra, la storia recente perlomeno, insegna che l’ago della bilancia possano diventare i centristi.

Reddito di cittadinanza decisivo?

Nelle ultime settimane l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha puntato molto sul tema del reddito di cittadinanza. Un tema che, evidentemente, gli consente di avvantaggiarsi sugli altri partiti, che invece hanno in più di un’occasione manifestato la volontà di cancellarlo, o perlomeno di riformarlo profondamente rispetto alla misura originaria. Se il reddito di cittadinanza sarà o meno decisivo per le sorti delle prossime elezioni, lo sapremo tra pochi giorni. Tra meno di 72 ore.

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