Elezioni politiche 25 settembre chi si allea con chi e le strategie possibili

Le alleanze in vista delle elezioni politiche del 25 settembre.

di , pubblicato il
Elezioni politiche

A meno di due mesi dal voto del 25 settembre, i partiti hanno dato il via al gioco delle alleanze, mai come quest’anno fondamentale per la corsa al Parlamento. Un’intesa che sembrava data come fatta, quella tra Partito democratico e Movimento 5 Stelle, è saltata ancora prima che si materializzasse, per effetto della scelta del leader grillino Giuseppe Conte di far cadere il governo guidato da Mario Draghi. Per il resto, si osserva la solita confusione che regna durante la campagna elettorale, tale da mandare in tilt la maggior parte dei cittadini italiani prima delle elezioni politiche del 25 settembre.

Le alleanze in vista delle elezioni politiche del 25 settembre

Al momento, la situazione più chiara si respira in seno al centrodestra: Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni, cioè i leader rispettivamente di Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia, si presenteranno insieme.

Contro la Meloni, il Partito democratico lavora alla lista Democratici e progressisti, in cui il Pd agirebbe da baricentro di un unico blocco comune contro Fratelli d’Italia. Gli interlocutori verso cui guarda il segretario del Pd Enrico Letta sono Pierluigi Bersani e Roberto Speranza (Articolo 1), Angelo Bonelli (Verdi), Nicola Frantoianni (Sinistra Italiana), Enzo Maraio (Partito Socialista Italiano) e Luigi Di Maio (Insieme per il Futuro). Nel listone (tra virgolette) unico, nelle idee del Partito democratico, dovrebbero far parte anche Carlo Calenda (Azione e +Europa) e Matteo Renzi (Italia Viva), nella convinzione che insieme, uniti, possano sconfiggere la coalizione di centrodestra, strafavorita alle prossime elezioni (sondaggi alla mano).

Movimento 5 Stelle va verso la costituzione di un terzo polo

E il Movimento 5 Stelle? Giuseppe Conte, preso atto della fine dell’alleanza con il Partito democratico, definita irreversibile dallo stesso Enrico Letta, va verso la costituzione di un terzo polo, chiamato dall’ex presidente del Consiglio “campo giusto”, ispirandosi probabilmente a quanto fatto da Jean-Luc Mélenchon in Francia, provando ad allearsi con i partiti di sinistra per dare voce a un programma con al centro il lavoro, l’ambiente e la dignità dell’individuo.

Argomenti: , ,