Elezioni europee 2019: quando si vota e tutto quello che occorre sapere sulle istituzioni

Sono oramai vicinissime le elezioni europee 2019: quando si vota, i candidati e tutte le informazioni sul funzionamento delle istituzioni. È il momento giusto per informarsi.

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Sono oramai vicinissime le elezioni europee 2019: quando si vota, i candidati e tutte le informazioni sul funzionamento delle istituzioni. È il momento giusto per informarsi.

Non esiste una data unica per le elezioni europee 2019: si terranno, infatti, tra il 23 e il 26 maggio e, al momento, parteciperanno anche i cittadini del Regno Unito dal momento che la Brexit è stata nuovamente rinviata. Le consultazioni elettorali si terranno in Italia il giorno 26 maggio 2019 dalle ore 7:00 alle ore 23:00 e, in molte località, si terranno anche le elezioni amministrative. La legislatura europea dura 5 anni e quindi si vota per i componenti del Parlamento Europeo che resterà in carica dal 2019 al 2024. I parlamentari europei sono nel numero di 751 e ogni paese ne ha un numero in proporzione con la sua popolazione: l’Italia ha a disposizione 73 membri più altri 3 che andranno a sostituire i colleghi britannici quando usciranno definitivamente dall’Europa.

La fiducia dei cittadini nelle istituzioni della UE – speciale elezioni europee 2019

Il dibattito sull’Europa rappresenta un momento fondamentale per la vita dei cittadini del continente. I dati sull’affluenza alle urne mostrano però un continuo calo: 45,47% nel 2004, 42,97% nel 2009 e 42,61% nel 2014. Eppure, secondo i dati dell’eurobarometro risalenti al mese di ottobre del 2018, la fiducia nelle istituzioni europee sarebbe in crescita: circa due cittadini su tre (62%), infatti, ritiene che l’appartenenza del proprio stato all’Europa sia una cosa positiva, mentre la media sale al 68% per coloro che sono certi che l’appartenenza alla UE abbia portato vantaggi. Si tratta dei dati più elevati dal 1983. Qual è la situazione dell’Italia? Ebbene, il nostro paese è il primo per euroscetticismo: i dati, corrispondenti a quelli poco sopra citati, parlano rispettivamente del 43% di fiducia nella UE e del 45% per quanto riguarda i benefici ricevuti da questa appartenenza.

L’euroscetticismo, comunque, ha una sua ragione: non solo il dibattito politico, ma anche il fatto che molti non conoscono il reale funzionamento delle istituzioni europee. Questa carenza di informazioni fa sì che i cittadini non sappiano precisamente per cosa stiano votando. Dunque, cerchiamo di capire qualcosa in più.

Gruppi e commissioni parlamentari: cosa succede dopo le elezioni europee 2019

A partire dal giorno successivo alle elezioni, si inizia il lavoro di costituzione dei gruppi parlamentari, può essere utile conoscere a quale macrogruppo saranno destinati i nostri voti per le forze politiche nazionali.

Innanzitutto, qualcosa sulla normativa: per formare un gruppo occorrono almeno 25 parlamentari provenienti almeno da un quarto dei paesi (dunque: 7). Ecco quali sono i gruppi principali:

  • EPP: si tratta del Partito Popolare Europeo di cui fa parte Forza Italia, la CDU della Merkel e, ad esempio, il partito del sovranista ungherese Orban
  • S&D: sono i Socialisti e Democratici di cui fa parte il Partito Democratico, Possibile e LeU, oltre i vari partiti “socialisti” europei
  • ALDE: si tratta dei liberali in cui si troveranno anche gli eletti da +Europa
  • Greens: sono i Verdi che, in Italia, rappresentano una formazione molto debole
  • GUE: si tratta della “sinistra”, di cui ha fatto parte, a titolo di esempio, il partito di Tsipras
  • EFDD: si tratta del gruppo di riferimento per il M5S
  • ENF: si tratta del gruppo a cui appartiene la Lega di Salvini

L’insediamento del nuovo Parlamento si avrà il 2 luglio con una seduta plenaria a Strasburgo: ogni mese i parlamentari sono tenuti a recarsi a Bruxelles per votare i provvedimenti; importante sottolineare che l’iniziativa legislativa solitamente è presa dalla Commissione europea, il che rischia di svuotare di significato e funzione il Parlamento, che ha solo il compito di discutere e ratificare le decisioni. Subito dopo le elezioni, si avrà la formazione delle commissioni parlamentari (cultura, affari giuridici, commercio, etc.) e l’elezione del Presidente del Parlamento Europeo (in carica, in questo momento, è l’italiano Tajani).

Cos’è la Commissione Europea? Guida alle elezioni europee 2019

La Commissione europea, che rappresenta l’istituzione più importante, viene eletta dal Parlamento e la carica dura per 5 anni. Il regolamento vuole che il candidato debba essere proposto dal Consiglio europeo (un organo formato dai capi di governo e stato dei paesi membri), ma, a partire dal 2014, la prassi che si è affermata è quella cosiddetta “spitzenkandidaten”, cioè ogni gruppo parlamentare presenta il suo candidato e quello che prende più voti deve essere poi nuovamente votato con il 50+1% dai membri del Parlamento.

Insomma, il consenso deve essere molto elevato.

A questo punto, possiamo votare per le elezioni europee 2019 con una consapevolezza maggiore.

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