Elezioni europee 2019, boom della Lega: da dove provengono i voti, l’analisi di Pagliaro e Demopolis

Da dove sono arrivati tutti i voti in più ottenuti dalla Lega alle ultime elezioni europee 2019: l'analisi di Paolo Pagliaro e Demopolis.

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Da dove sono arrivati tutti i voti in più ottenuti dalla Lega alle ultime elezioni europee 2019: l'analisi di Paolo Pagliaro e Demopolis.

Lunedì sera all’interno della trasmissione di Lilli Gruber il cui nome è Otto e mezzo si è parlato dei risultati delle ultime elezioni europee 2019 nelle quali c’è stato il boom della Lega. Si è cercato quindi di capire da dove siano provenuti i tanti voti per Salvini mediante l’analisi di Paolo Pagliaro e di Demopolis.

L’analisi di Paolo Pagliaro

L’analisi di Paolo Pagliaro si è concentrata sulle variazioni elettorali della Lega dal 2014 ad oggi. Si ricorda che in tale anno per le elezioni europee gli elettori di tale partito erano 1 milione e 700 mila. Nelle politiche del 2018, invece, gli elettori della Lega sono arrivati a 5 milioni e 700 mila mentre alle europee del 26 maggio 2019 sono arrivati addirittura a 9 milioni e 150 mila. La crescita è stata da record: circa il 60% in un solo anno. Risultato davvero sorprendente.

Ci si chiede, però, da dove provengono tutti questi voti. Questo lo spiega l’analisi dei flussi elettorali realizzata da Demopolis per Otto e Mezzo. Degli oltre i 9 milioni di elettori odierni della Lega 6 su 10 avevano già votato tale partito nel 2018. A determinare la crescita delle elezioni europee, quindi, sono sopratutto il milione e settecentomila elettori che nel 2018 avevano votato il partito capitanato da Luigi Di Maio ovvero il Movimento Cinque Stelle. Diciannove elettori odierni della Lega su cento, invece, avevano votato il Partito di Berlusconi ovvero Forza Italia nel 2018.

Flussi elettorali Movimento Cinque Stelle dalle politiche del 2018 alle europee del 2019

Dall’analisi di Dempolis sui flussi elettorali del M5S dalle politiche del 2018 alle europee di domenica 26 maggio 2019 si evince che su 100 elettori che avevano votato il partito di Di Maio nel 2018 soltanto 43 lo hanno rivotato. Tutti quanti gli altri elettori hanno votato altro: il 4% il PD, il 18 % la Lega e il 37% si è astenuto. Il problema principale delle elezioni è stato il fatto che 21 milioni e 700 mila persone aventi diritto al voto si sono astenute (nel dettaglio il 44%). Soltanto il 56% degli aventi diritto si è recata alle urne e quindi hanno votato 27 milioni e 600 mila italiani.

Secondo il direttore di Demopolis il tasso di affluenza del 56% con 17 punti percentuali in meno rispetto alle politiche ha penalizzato sopratutto il Movimento Cinque Stelle.

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