Elezioni 25 settembre: cosa prevede l’intesa della coalizione di centrodestra e il piano Meloni per governare

Cosa prevede l’intesa della coalizione di centrodestra e il piano di Giorgia Meloni per governare.

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Elezioni politiche 25 settembre 2022 Meloni

Nella giornata di ieri, al termine di un vertice cruciale in vista del voto del prossimo 25 settembre, la coalizione di centrodestra ha raggiunto un’intesa totale sulla spartizione dei collegi uninominali: 98 andranno ai candidati di Fratelli d’Italia, 70 alla Lega e 42 a Forza Italia. La scelta è stata dettata sulla base dei tre sondaggi più autorevoli italiani, che danno il partito di Giorgia Meloni davanti tanto alla Lega quanto a Forza Italia. Inoltre, Meloni, Salvini e Berlusconi hanno trovato un accordo sul premier: lo eleggerà chi tra i tre partiti prenderà un voto in più. Detto in altre parole, se – come sembra – la coalizione di centrodestra uscirà vincitrice dalle urne, con ogni probabilità sarà Giorgia Meloni ad assumersi la responsabilità di guidare il prossimo governo dopo le elezioni del 25 settembre.

Elezioni politiche 2022, come nel 2018

Di fatto, l’accordo di ieri è una riedizione di quanto accaduto nel 2018. Anche allora valeva la regola sulla “prelazione” riguardo al nome del premier per il partito che avrebbe raccolto più consensi, e come quattro anni anche il prossimo settembre i tre principali partiti della coalizione di centrodestra correranno con il proprio simbolo e il loro capo politico: Silvio Berlusconi per Forza Italia, Giorgia Meloni per Fratelli d’Italia e Matteo Salvini per la Lega Nord.

Elezioni 25 settembre: il piano

Varie indiscrezioni sostengono che Giorgia Meloni si stia portando avanti già in questi giorni, pensando al dopo voto, e cioè alla squadra di ministri con cui giurare fedeltà alla Costituzione di fronte al capo della Repubblica Sergio Mattarella. Da un lato, l’idea è di puntare su ministri “presentabili in Europa”, dall’altra sulla costituzione di un gruppo di parlamentari fedelissimi, sulla falsa riga di quanto fatto da Matteo Renzi quando scelse di uscire dal Partito democratico e fondare Italia Viva.

Stavolta, però, in ballo c’è qualcosa di più.

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