È fallita la Utet, addio alla storica casa editrice fondata nel 1791 da Pomba

Ha pubblicato opere letterarie e monumentali di grande pregio

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Ha pubblicato opere letterarie e monumentali di grande pregio

La storica sigla legata a pubblicazioni di dizionari, enciclopedie e libri d’arte chiude. Il Tribunale di Milano ha decretato da qualche giorno il fallimento della «Utet Grandi Opere Spa», la società che da inizio anni ’90 costituiva la sezione di punta di una delle più antiche case editrici italiane, simbolo stesso dell’editoria torinese. Il sito è stato “spento”, non si accede né alla homepage né al catalogo. Il profilo Facebook, invece, malinconicamente è ancora lì. L’ultimo post è una citazione da Oscar Wilde: “E’ assurdo immaginare una regola per cosa si dovrebbe o non si dovrebbe leggere. Bisognerebbe leggere tutto. Più della metà della cultura moderna dipende da ciò che non si dovrebbe leggere”.

 

A fondare la casa editrice era stato Giuseppe Pomba (a cui è dedicata la via che interseca piazza Bodoni) nel 1791, all’inizio di via Po. La Utet (acronimo di Unione Tipografico-Editrice Torinese) è stata per 210 anni – fino al 2002, quando viene ceduta alla De Agostini – uno dei capisaldi della torinesità. Questo non vuol dire in realtà che la Utet sia morta, perché il marchio sopravvive con la casa editrice novarese. Il settore «Grandi Opere», dichiarato fallito, era in realtà un contenitore vuoto già da qualche anno. Ma la sua morte rimane comunque un simbolo, se non altro per quella ragione sociale che riportava come sede legale l’ultimo scoglio di ancoraggio con la città (con l’indirizzo di corso Stati Uniti 27).

 

La notizia del fallimento di UTET Grandi Opere è circolata molto negli ultimi giorni per via di un post su Facebook del linguista Raffaele Simone. Simone, dando la notizia sul suo profilo Facebook, ha ricordato che UTET Grandi Opere ha pubblicato «magnifiche collezioni di classici di ogni arte e di diverse scienze e una tradizione di dizionari, dal Tommaseo-Bellini al Battaglia al De Mauro al mio (il Grande Dizionario Analogico della Lingua Italiana, 2011, ndr), di trattati e di enciclopedie che non ha pari al mondo, per non parlare di collezioni che hanno fatto la storia culturale d’Italia, come la Scala d’Oro».

 

La Utet aveva però la sede storica in corso Raffaello 28, in un palazzo di inizio ‘900, dal quale, per decenni, sono uscite opere letterarie e monumentali di grande pregio. Tra tutti, il celebre «Grande Dizionario della Lingua Italiana» (detto anche il «Battaglia») che in 22.700 pagine, suddivise in 21 eleganti volumi, usciti tra il 1961 e il 2002, costituisce ancora oggi (per chi ne è ancora in possesso) il più importante dizionario storico del mondo.

 

Il fallimento riguarda soltanto la UTET Grandi Opere e non UTET, come spiegato dal profilo Twitter della stessa casa editrice: «Siamo davvero molto dispiaciuti per UTET Grandi Opere – ha precisato la casa editrice – ma ci teniamo a precisare che la notizia non riguarda UTET. Noi continuiamo e continueremo a pubblicare come prima». UTET, in un altro tweet, ha chiarito che «il marchio UTET Grandi Opere era fornito in licenza all’omonima società, ceduta dal gruppo De Agostini nel gennaio 2013».

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