Peste nera in Mongolia e scatta la quarantena per aver mangiato carne di marmotta cruda

Chiusa l'intera regione di Khovd

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Chiusa l'intera regione di Khovd

Massima allerta in Mongolia dopo la scoperta di due casi accertati di Peste nera nella regione di Khovd. E dopo i pipistrelli e i maiali, ora è anche la carne di marmotta a preoccupare. Infatti, le due persone decedute (un uomo di 27 anni e una donna di 17anni) avevano mangiato carne di marmotta cruda proprio nella regione occidentare al confine con la Russia: adesso in quarantena.

A confermare la situzaione una nota del Centro nazionale per le malattie zoonotiche della Mongolia (Nczd). che ha spiegato come i test di laboratorio hanno confermato che i due individui avrebbero contratto la “peste delle marmotte”. La stessa struttura ha poi spiegato di aver predisposto la quarantena per il capoluogo di provincia e per uno dei distretti della regione a circa 500 chilometri a sud delle repubbliche siberiane meridionali di Tyva e Altai. Misure di altissima protezione che mettono in guardia sul reale pericolo di questa infezione. In questo momento è vietato l’accesso a qualsiasi tipo di veicolo come riportato dall’agenzia di stampa TASS secondo i media locali.

Al momento sono stati analizzati campioni prelevati da 146 persone che avevano contatti con le due persone infette e sono stati identificato ulteriori  504 individui di secondo contatto. Già nel 2019 la Mongolia aveva chiuso un passaggio di frontiera strategico con la Russia bloccando numerosi turisti con il sospetto che possa aver avuto un ruolo nello scoppio di una pestilenza.

Gli esperti quindi stanno monitorando con estrema attenzione i contaggi perché appartenenti allo stesso ceppo della peste bubbonica che nel 14° secolo ha ucciso 50 milioni di persone, e che ancora oggi arriva a uccidere circa 2000 persone l’anno.

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