Doctor Strange nel multiverso della follia, recensione e scene post credit

Com'è Doctor Strange nel multiverso della follia? La recensione del film e l'analisi delle scene post credits.

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Doctor Strange 2

Dal 4 maggio nelle sale italiane c’è Doctor Strange nel multiverso della follia. Secondo stand alone dedicato allo stregone Stephen. La recensione del film non può che essere positiva, vista la regia di un maestro come Sam Raimi, ma la sceneggiatura scricchiola parecchio e non si può certo parlare di capolavoro del genere. Interessante però la prima scena post credits, vediamo di cosa si tratta.

Recensione Doctor Strange nel multiverso della follia

A livello visivo ci sono pochi precedenti nei Marvel Studios. I film di James Gunn reggono sicuramente la scena, così come alcune sequenze d’azione dei fratelli Russo, ma l’immaginario filmico di Raimi è altra cosa e li batte tutti. Il genio del regista di Evil Dead e della trilogia del primo Spider-Man non ha eguali e inventa delle soluzioni registiche che riescono a essere sperimentali e spettacolari allo stesso tempo con movimenti di macchina e trovate visive da vero maestro della cinematografia.

Insomma, la messa in scena di Doctor Strange nel multiverso della follia è promossa a pieni voti e in generale il comparto tecnico funziona alla grande, dalla fotografia agli effetti, comprese le interpretazioni degli attori. Cosa invece non ci ha convinti? Ovviamente, la sceneggiatura. La trama è probabilmente troppo semplice, con Wanda divenuta improvvisamente cattiva (e chi non ha visto WandaVision non ne capirà assolutamente il motivo, ma anche chi la vista storcerà il naso, perché il cambio di character è troppo forzato).

Il problema principale però è congenito ed è un problema che ormai si portano dietro tutti i prodotti del Marvel Cinematic Universe. Stiamo parlando del multiverso. Ad oggi, dopo già svariati prodotti che trattano il tema (Loki, What If e No Way Home) ancora non abbiamo capito quali sono le regole fantascientifiche del tutto. Oltre ai titoli della fase 4, in realtà il concetto di multiverso era stato introdotto anche nella fase 3, proprio in Endgame, con i viaggi temporali che finivano per creare nuove linee alternative in caso di pasticci dei protagonisti.

Insomma, hanno fatto al momento davvero un gran pastrocchio e sarà probabilmente impossibile venirne fuori, visto che ogni titolo contraddice le regole del precedente, cosa che fa appunto anche questo Doctor Strange 2.

Doctor Strange nel multiverso della follia, scene post credits

Due le scene post credits del film. La prima vede protagonista Charlize Theron che interpreta il ruolo di Cleo. Si tratta della nipote di Dormammu, già visto nel primo film del dottore. Nei fumetti è il vero interesse amoroso di Strange, qui per ora si limita e reclutarlo per farsi aiutare a risolvere questioni ai confini dello spazio tempo e la vediamo squarciare la realtà invitando Stephen a seguirla in un’altra dimensione (proprio molto simile a quella di Dormammu). Il futuro di Stephen è quindi ancora tutto da decifrare, non più stregone supremo, ma probabilmente outsider della magia, a caccia di missioni da risolvere per salvare l’umanità dal male. La seconda scena post credit è invece slegata dalla continuity, vediamo Bruce Campbell prendersi ancora a schiaffi, poi fermarsi e dire: È finito. Tutto in perfetto stile Raimi.

Doctor Stange e il futuro dell’MCU

Profetizziamo un futuro difficile per la Marvel. Il film ci è piaciuto molto, ma alla lunga non potrà durare questo schema di continui rimandi ad altre pellicole e addirittura serie tv. Ormai seguire i film del MCU sta diventando un’impresa, proprio come leggere i fumetti americani, troppo ancorati alle continuity tra le varie testate. Ci si chiede a questo punto quando arriverà un nuovo starting Point per chi vuole salire sulla giostra al volo.

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