Divorzio breve in Italia è legge: ecco le principali novità

Il divorzio breve è legge anche in Italia dopo il sì della Camera, ma non tutti sono d'accordo: ecco le principali novità del provvedimento.

di , pubblicato il
Il divorzio breve è legge anche in Italia dopo il sì della Camera, ma non tutti sono d'accordo: ecco le principali novità del provvedimento.

Dopo il sì del Senato, è arrivato anche quello della Camera: stiamo parlando del ddl sul divorzio breve, ormai diventato legge anche in Italia, dopo 2 anni di proposte, discussione e rimandi. 398 sono stati i sì, 28 i no, mentre le astensioni sono state 6. Tra i voti a favore vi sono quelli della maggioranza, naturalmente, a cui si sonjo aggiunti Forza Italia, Sel, M5S e Alternativa Libera. Lega Nord si è invece dichiarata contraria, come l’area cattolica formata da UDC-NCD. Da 3 anni a 6 mesi: questo il periodo di separazione che serve per sciogliere l’unione matrimoniale (massimo 1 anno se si ricorre dal giudice). Renzi e altri colleghi PD hanno esultato su Twitter, ma d’altra parte ci sono state anche critiche sul provvedimento, soprattutto da parte di Famiglia Cristiana. Ma andiamo a vedere le principali novità incluse nel provvedimento.

 

Divorzio breve: le novità

Le novità incluse nel provvedimento sono dunque le seguenti:  

  • riduzione da 3 anni a 6 mesi per il divorzio consensuale;
  • riduzione fino a 1 anno massimo per i coniugi (ex) litigiosi che si rivolgono al giudice;
  • le novità sono valide anche per le separazioni in corso, ma solo nel caso in cui sia consensuale;
  • per ciò che concerne la separazione dei beni, questa avverrà nel momento in cui il giudice autorizzerà la separazione consensuale;
  • per quanto riguarda l’affidamento e il mantenimento dei figli, la sentenza del giudica avrà valenza anche dopo l’estinzione del processo, fino a eventuale sostituzione da un altro provvedimento emesso per ricorso.

 

Le accuse di Famiglia Cristiana

Famiglia Cristiana non ha digerito la nuova legge sul divorzio breve e ha attaccato il  Parlamento, reo di aver arrecato danno all’istituzione familiare. Scrive Antonio Sanfrancesco sul sito:  

“Da oggi in Italia basteranno appena sei mesi per rompere il legame matrimoniale ed essere divorziati; al massimo un anno, se si decide di ricorrere al giudice, contro i tre anni che servivano fino a oggi. Un tempo che diversi esperti, psicologi e mediatori familiari, considerano necessario per consentire alla coppia quantomeno di riflettere sulla propria decisione.

Soprattutto se ci sono di mezzo i figli”.

  Poi continua:  

“Il tempo di attesa tra separazione e divorzio scende a un anno (invece di tre) se l’addio è giudiziale, ma se il divorzio tra i coniugi è consenssuale il tempo scende a 6 mesi. E non cambia nulla se nella coppia ci sono figli minori”.

  Infine, conclude:  

“Ridurre il matrimonio e il suo significato giuridico e sociale a qualcosa di sempre più simile a un patto elastico di convivenza, che si può sciogliere in brevissimo tempo e con estrema facilità, è un pericolo per tutti a cominciare dai figli. A parole, tutti i politici affermano di voler difendere e sostenere la famiglia, ma purtroppo, nei fatti, si legifera in senso esattamente contrario come dimostra questa riforma”.  

E voi da che parte state?

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: