Disabili e lavoro: il primo passo verso l’indipendenza

Quando gli incentivi sul lavoro non bastano: cosa fa la società?

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Quando gli incentivi sul lavoro non bastano: cosa fa la società?

Locanda dei Girasoli Il lavoro per i disabili rappresenta un passo fondamentale per l’inserimento sociale e l’indipendenza. A che punto è la normativa italiana (non solo sulla carta ma anche nelle applicazioni pratiche della legge e nel riconoscimento che la società dà al valore del lavoro per i disabili)?   Incentivi economici e normativi per le assunzioni di disabili   La legge prevede incentivi economici per favorire l’inserimento dei soggetti disabili nel mondo del lavoro. Per ciascuna assunzione a tempo indeterminato il contributo copre: 1. fino al 60% del costo salariale lordo annuo, per l’assunzione di lavoratori con una percentuale di invalidità non inferiore all’80% o minorazioni ascritte dalla prima alla terza categoria del testo unico in materia di pensioni di guerra o con handicap psichico; 2. fino al 25% del costo salariale annuo lordo, per l’assunzione di lavoratori con una percentuale di invalidità compresa tra il 67% e il 79% o minorazioni ascritte dalla quarta alla sesta categoria del testo unico in materia di pensioni di guerra; 3. il rimborso forfettario parziale delle spese effettuate per l’adeguamento della postazione di lavoro dei disabili con invalidità superiore al 50% o per l’attuazione di sistemi di telelavoro o per la rimozione di barriere architettoniche. Ci sono inoltre incentivi normativi, ovvero convenzioni per inserimento temporaneo, a scopo formativo. Sono utilizzabili per una sola persona o entro il limite del 30% della quota d’obbligo e non possono avere durata superiore ad un anno, limite eventualmente prorogabile per altri dodici mesi.   I datori di lavoro sono pronti ad assumere soggetti disabili?   Ma nella realtà dei fatti quali sono le concrete possibilità di lavoro dei disabili? Purtroppo statisticamente le discriminazioni in sede di colloquio non mancano. Di recente la campagna di marketing “Tu lo sai fare?” ha cercato proprio di invitare chi seleziona le risorse umane a non soffermarsi sui limiti, che ognuno di noi ha, ma sulle potenzialità. Ai passanti che si sono prestati veniva chiesto di mettersi alla prova in prove come toccarsi la lingua con il naso etc. Ci sono poi innegabilmente settori lavorativi dove l’accesso ai disabili appare sbarrato. Uno di questi è il mondo dello spettacolo. Alessandro Fontana, cantante e attore divenuto disabile in seguito ad una grave forma di meningite sopravvenuta in età adulta,  è il promotore del blog “divieto di entrare ai diversamente artisti” per raccogliere storie, testimonianze e riflessioni di chi ha subito discriminazioni nel campo artistico a causa di disabilità fisiche. Disabili e lavoro: qual è la risposta della società?   Sono molte le associazioni che promuovono il diritto dei disabili al lavoro e all’indipendenza: oggi ne raccontiamo due, emblematiche una per il diritto alla casa e l’altra per il diritto al lavoro. A Bologna esiste una comunità di grande sostegno per le persone con disabilità: il “VIS”, acronimo sta per “Vita Indipendente e Solidale”. E’ struttura composta da circa venti monolocali al piano terra, tutti senza barriere architettoniche. Questo progetto, grazie anche all’aiuto di studenti universitari volontari, è l’unica speranza per alcuni disabili di vivere in maniera indipendente e avere una propria casa e una propria privacy. Nel quartiere Quadraro a Roma si trova la Locanda dei Girasoli, un ristorante nato dall’iniziativa di alcuni genitori di ragazzi con la sindrome di Down per offrire una prospettiva di lavoro ai loro figli Claudio, Valerio, Emanuela e Viviana che vi lavorano come camerieri.

Purtroppo la crisi rischia di far chiudere questa pizzeria, ubicata in una via poco frequentata. La Locanda, infatti, non gode di sovvenzioni e vive solo degli incassi effettivi.    

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