Decreto Ucraina è legge, le misure adottate a partire dalle spese militari

Arriva l'ok definitivo del senato, il decreto Ucraina diventa legge. Ecco cosa comporta e cosa farà l'Italia.

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Ora è ufficiale, il decreto Ucraina diventa legge, c’è l’ok del senato che conferma la fiducia al Governo con 214 sì e 25 no. Ma quali sono le misure che saranno subito adottate e a quali spese militari ora va incontro l’Italia?

Decreto Ucraina diventa legge

Approvato il provvedimento in via definitiva, nessun astenuto nell’aula del Senato, c’è l’ok alla fiducia del governo per il Decreto Ucraina. Non sono mancati però i momenti di tensione, come detto 35 esponenti del parlamento si sono dichiarati contrari e hanno alzato in aula dei cartelloni con su scritto niente soldi per le armi. Si tratta di sette senatori dei gruppi Italexit e Alternativa, esponenti che quindi hanno mostrato il loro dissenso con questa iniziativa contro le spese militari che il governo si troverà ora ad attuare per favorire il dl Ucraina.

Queste le parole di Barbara Lezzi del gruppo Misto: “Purtroppo, con l’approvazione di questo decreto verrà certificato l’ordine del giorno approvato a Camera che dà il via all’aumento delle spese militari per il 2% del Pil. È arrivato il momento di fare una riflessione molto seria su questo governo”. Massimiliano Romeo della Lega ha invece dichiarato: “La Lega voterà la fiducia al governo e lo avrebbe comunque votato perché siamo favorevoli a questo provvedimento. La nostra posizione è chiara: l’Ucraina ha il diritto di difendersi e il governo italiano ha il dovere di prestare tutto l’aiuto al popolo ucraino, aiuti militari compresi. Rispettando anche il patto atlantico”.

Decreto Ucraina, cosa accadrà ora?

Armi e accoglienza ai profughi, questo in soldoni il quadro offerto dal nuovo dl già trasformato in legge. Il provvedimento prevede la partecipazione, fino al 30 settembre 2022, di personale militare alle iniziative della Nato per l’impiego della forza ad elevata prontezza. Per quanto riguarda invece la questione profughi, al via 3.000 posti aggiuntivi nel Sistema di accoglienza e integrazione.

Infine, per quanto riguarda le spese militari, il Senato conferma l’impegno del governo a aumentare le spese militari al 2% del Pil, come previsto da un accordo Nato.

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