Decreto sicurezza: esclusione richiedenti asilo dall’iscrizione anagrafica, i malumori

Malumori per il Decreto Sicurezza: tra i punti più contestati vi è l'esclusione dei richiedenti asilo all'iscrizione anagrafica.

di Alessandra Di Bartolomeo, pubblicato il
Malumori per il Decreto Sicurezza: tra i punti più contestati vi è l'esclusione dei richiedenti asilo all'iscrizione anagrafica.

In data 27 novembre 2018 con l’approvazione in Parlamento il Decreto Immigrazione Sicurezza è diventato legge. Ciò ha suscitato critiche e divisioni sia nella maggioranza di Governo che nell’opposizione. Tra i punti più contestati vi è l’esclusione dei richiedenti asilo all’iscrizione anagrafica.

La legge 113/2018

Il Decreto Sicurezza e Immigrazione detto anche Decreto Salvini prevede delle modifiche all’articolo numero 4 del Decreto Legislativo numero 142/2015 mediante un comma per il quale il “permesso di soggiorno per chi richiede asilo non costituisce un titolo per l’iscrizione anagrafica“. Per chi non lo sapesse quest’ultima è necessaria per avere il certificato di residenza e il documento di identità, indispensabili per godere di alcuni servizi pubblici come ad esempio l’iscrizione al servizio sanitario nazionale (per fruire di servizi ordinari come quello del medico di base). Ricordiamo che l’assistenza sanitaria d’urgenza, invece, è garantita a tutti compresi  gli irregolari .

Avere un documento di identità valido, poi, è un requisito indispensabile per prendere in affitto un appartamento o anche per sottoscrivere un contratto di lavoro. In realtà nel nostro paese in questi ultimi anni per accedere a tali servizi alcuni comuni richiedono la residenza mentre altri permettono di accedervi semplicemente con il domicilio o la residenza fittizia per cui si crede che con il decreto vi sarà maggiore ambiguità nonché ricorsi in tale materia.

Norma esclusione richiedenti asilo dall’iscrizione anagrafica incostituzionale: le motivazioni

Enrico Gargiulo, che è il docente di fondamenti di politica sociale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, crede che con il Decreto per la prima volta si negherà ad una determinata categoria di persone “un diritto soggettivo perfetto” andando contro la Costituzione e alle norme generali sull’immigrazione. Anche l’Asgi, che è l’Associazione studi giuridici sull’immigrazione, crede che questo punto del decreto sia incostituzionale in quanto, sotto il profilo costituzionale, non è giustificata una diversità di trattamento nell’iscrizione anagrafica che colpisce soltanto una categoria di stranieri titolari di permesso di soggiorno per richiesta di asilo. Proprio perché si viola il principio di pari trattamento con i cittadini italiani previsto dall’articolo numero 6 del Testo Unico sull’Immigrazione, l’Associazione ha annunciato di aver presentato diversi ricorsi che chiameranno in causa la Corte Costituzionale che dovrà decidere se l’articolo 3 della Costituzione è stato violato.

La replica della Lega

Il segretario Nicola De Nicoli della Lega in merito alle proteste dei sindaci sul decreto sicurezza afferma che esso non viola il diritto umanitario in quanto il richiedente asilo avrà comunque assistenza sanitaria, vitto e alloggio. Inoltre con il Decreto si eviterà sul territorio italiano il radicamento di persone la cui domanda d’asilo è molto spesso infondata. Così si accelererà anche il procedimento per l’espulsione. In merito alle polemiche, Salvini comunica che non mollerà in quanto in Italia dovrà arrivare chi ha le carte in regola, chi porta lavoro e rispetto. Non saranno accettate le persone che portano la guerra in casa. Salvini comunica ciò ai sindaci che, secondo la sua opinione, desiderano farsi soltanto pubblicità ribadendo di non applicare il decreto sicurezza.

Leggete anche: Qualità della vita e sicurezza: ecco dove le persone si sentono meno sicure e come incide economicamente.

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