Decreto scuola, arriva la firma di Mattarella: le modifiche, focus su concorso ordinario e straordinario

È arrivata la firma del Presidente della Repubblica Mattarella: il decreto scuola sarà convertito in legge entro 60 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

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È arrivata la firma del Presidente della Repubblica Mattarella: il decreto scuola sarà convertito in legge entro 60 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Il decreto scuola o decreto salvaprecari bis è stato firmato dal Presidente della Repubblica Mattarella e diverrà legge entro 60 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Stando alle indiscrezioni, il testo sarebbe stato emendato a partire proprio dalle osservazioni avanzate dal Presidente, in quanto era possibile che vi fossero profili di incostituzionalità. Le modifiche più importanti dovrebbero essere due e dovrebbero concernere da un lato il nodo del concorso scuola straordinario per 24mila posti e dall’altro il concorso pubblico per DSGA.

Ecco, dunque, le probabili modifiche e i contenuti del decreto scuola.

Le modifiche al decreto scuola su concorso straordinario e concorso DSGA

Stando alle stesse indicazioni del Presidente, le modifiche al decreto scuola che era stato licenziato il 10 ottobre, dopo una lunghissima trafila iniziata con il precedente Ministro della Pubblica Istruzione, Bussetti, e proseguite poi da Fioramonti, dovrebbero essere due:

  1. I docenti che presentano tre anni di servizio nelle scuole paritarie potranno partecipare al concorso scuola straordinario, ma l’eventuale superamento della selezione darà accesso soltanto all’abilitazione all’insegnamento e non alle graduatorie per l’immissione in ruolo
  2. L’accesso per il concorso riservato per i DSGA sarà riservato soltanto a coloro che posseggono la laurea – si tratta di una modifica importante all’originario decreto legge, e i sindacati hanno avversato in maniera dura questa modifica.

I contenuti definitivi del decreto scuola su concorso ordinario e straordinario e altro

Ecco quali sono i contenuti che dovrebbero essere definitivi del decreto scuola firmato da Mattarella, quelli di fatto presenti nel testo licenziato il 10 ottobre 2019:

  1. Concorso scuola straordinario: il bando prevede l’immissione in ruolo per 24mila precari della scuola che abbiano almeno tre anni di servizio; sarà bandito soltanto nelle Regioni, classi di concorso e tipologie di posti in cui vi è effettivamente bisogno per quanto riguarda gli a. s. 2020/2021, 2021/2022, 2022/2023. La graduatoria di merito che verrà stilata a conclusione della procedura avrà valore di graduatoria ad esaurimento, per cui le assunzioni potranno avvenire anche dopo il triennio di riferimento. La selezione avverrà mediante una prova computer-based a risposta multipla che si riterrà superata con una votazione di almeno 7/10, mentre le graduatorie saranno stilate aggiungendo al voto anche i titoli di servizio e culturali.
    I 24 CFU dovranno essere acquisiti durante l’anno di prova con oneri completamente a carico del Ministero
  2. Supplentite: arriva una norma importante, che permette ai vincitori (e idonei) del Concorso Scuola 2016 e 2018, nonché a chi è presente nelle GaE, di presentare domanda di immissione in ruolo anche in province e regioni differenti – la stabilizzazione arriverà comunque dopo lo scorrimento delle graduatorie territoriali
  3. Continuità didattica: per i neoassunti è stato confermato il vincolo di permanenza della durata di 5 anni nella scuola di titolarità in maniera tale da garantire la continuità didattica
  4. Bonus merito: potrà essere erogato anche a tutti i docenti precari con contratto al 30 giugno o al 31 agosto
  5. Impronte digitali dei Dirigenti: la procedura non verrà avviata e con le risorse risparmiate si effettueranno interventi di riqualificazione delle scuole
  6. Addetti alle pulizie: programma di assunzioni a tempo indeterminato per circa 11mila addetti alle pulizie; coloro che hanno lavorato per 10 anni, hanno almeno la terza media e senza specifici precedenti penali potranno essere stabilizzati
  7. Abilitazione Scientifica Nazionale: la durata della ASN, conseguita dal personale universitario, avrà durata di 9 anni e non più di 6 anni
  8. Stabilizzazione precari degli Enti di ricerca: coloro che hanno maturato, mediante assegni di ricerca, anzianità di servizio potranno andare in contro a stabilizzazione da parte degli Enti di ricerca di riferimento.

Leggete anche: Concorso scuola 2019 infanzia e primaria: prova scritta anche in lingua straniera, cosa studiare – la guida.

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