Decreto Milleproroghe manda in tilt il Governo Draghi, battaglia politica nella maggioranza

Il Governo Draghi in tilt per il Decreto Milleproroghe. Ha infatti incassato 4 sconfitte su 4 emendamenti: ecco di quali si tratta e il monito del premier.

di , pubblicato il
Dimissioni Draghi quando si vota elezioni politiche

Sul Decreto Milleproroghe il Governo è stato battuto per ben quattro volte e in alcuni casi si è assistito ad un ritorno compatto del centrodestra. Mario Draghi ha quindi convocato i capidelegazione della maggioranza comunicando che o gli garantiranno i voti oppure il Governo non potrà andare avanti.

Decreto Milleproroghe: cos’è successo

Il Governo esce sconfitto sul decreto Milleproroghe in quanto ha incassato 4 sconfitte su 4 emendamenti. Tra questi c’è quello sui contanti il cui tetto massimo nel 2022 doveva scendere a 1000 euro mentre ora è tornato a 2000 euro. Questo emendamento è passato con 1 solo voto in più grazie alla coesione del Centrodestra contro il Governo. Con tale limite si voleva mettere un freno all’evasione fiscale e Giuseppe Conte parla di una “retromarcia che favorisce il sommerso“.
C’è stato poi lo stop all’articolo 21. I fondi dell’Ex Ilva serviranno a bonificare le aree inquinate invece di andare alla società Acciaierie d’Italia per la continuità dell’industria siderurgica. Tali fondi sono 575 milioni di euro provenienti dalle risorse economiche sequestrate ai Riva. Proseguirà poi la sperimentazione sugli animali fino al 2025 per quanto concerne stadi sulle sostanze d’abuso (anche farmaci) e sugli xenotrapianti d’organo. Infine le graduatorie per i precari della scuola saranno aggiornate. Questo significa che i neo-insegnanti potranno entrare nelle liste di assunzione mediante Gps (graduatorie provinciali supplenze) e Gae (graduatorie ad esaurimento). Queste infatti saranno aggiornate e rinnovate.
L’incidente dei 4 emendamenti non è piaciuto a Draghi che non appena è tornato in Italia da Bruxelles è salito al Colle per discutere con Mattarella. Non solo per riferire della crisi ucraina ma anche per quanto accaduto in Parlamento. In merito a ciò si è espresso anche Giorgetti con testuali parole: “se i capigruppo non controllano i gruppi è grave, ma se li controllano e questo è il risultato voluto è peggio“.


Leggi anche: Milleproroghe. Più tempo per gli adempimenti agevolazioni 1° casa
[email protected]

Argomenti: ,