Coronavirus, scuole aperte in (quasi) tutta Italia: eccezioni e news Lombardia, Emilia Romagna, Veneto

Prove di normalità ai tempi del contagio da Coronavirus: le scuole riaprono in tutta Italia, le novità riguardano Lombardia, Veneto e Emilia Romagna.

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Prove di normalità ai tempi del contagio da Coronavirus: le scuole riaprono in tutta Italia, le novità riguardano Lombardia, Veneto e Emilia Romagna.

Nella serata di ieri sono state divulgate alcune anticipazioni del nuovo decreto emergenziale sul Coronavirus riguardanti il mondo della scuola: la vera notizia è che si cerca di tornare alla normalità, con prudenza ma anche con voglia di reagire. Le scuole non saranno più chiuse, e in tutta Italia si va verso la riapertura a partire da domani 2 marzo 2020: ci sono però delle eccezioni, che analizzeremo a breve, e che non riguardano soltanto le regioni più colpite dal contagio, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. Intanto, la situazione è la seguente: l’ultimo aggiornamento giunto nella serata di ieri parla di 1049 positivi e di 29 morti, la diffusione del virus si attende ancora alta nei prossimi giorni. È chiaro comunque che sulla questione della riapertura delle scuole ci saranno delle polemiche.

Il ritorno (quasi) alla normalità: scuole aperte in tutta Italia, le eccezioni

Le scuole riapriranno di fatto in tutte le regioni di Italia, con alcune eccezioni: il Piemonte, ad esempio, avrà altri due giorni per completare le procedure di igienizzazione dei locali e le scuole ripartiranno mercoledì 4 marzo. Anche in Liguria riaprono, anche se la provincia di Savona rinvia il ritorno in classe. Anche in Friuli Venezia Giulia si torna alla normalità. Ci sono, poi, anche alcuni casi singoli: ad esempio, le provincie di Messina e Palermo chiuderanno le scuole fino alla giornata del 3 marzo per permettere la sanificazione delle scuole. La situazione è ovviamente in continuo cambiamento ed evoluzione: il nostro suggerimento è sempre quello di controllare con attenzione i siti istituzionali per conoscere al meglio la situazione nella propria regione, provincia o città.

La situazione in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna: scuole aperte, ma sospensione attività didattica

Per quanto concerne le regioni maggiormente colpite dal contagio da Coronavirus, la situazione presenta alcune ambiguità. Le scuole riapriranno in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, così come ha affermato Francesco Boccia, Ministro per gli Affari regionali e l’autonomia, anche se l’attività didattica ordinaria continuerà a essere sospesa. Cosa significa? Il personale ATA (i collaboratori e la segreteria) dovranno recarsi al lavoro per garantire la ripresa del funzionamento dei servizi, mentre sembra che i docenti potranno restare a casa in quanto la loro attività è connessa alla presenza degli alunni, che invece resteranno a casa. Le interpretazioni, però, sono varie: nelle parole di Boccia, infatti, si parla anche di attività di e-learning da parte dei docenti.

È possibile, insomma, che nelle scuole in cui sono state attivate piattaforme per la didattica online i docenti potrebbero dover tornare a scuola.

Al momento, dunque, regna sovrana la confusione: si attende il testo definitivo del decreto sperando che questo nodo venga sciolto e non apra a controversie di interpretazione.

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