Coronavirus, raddoppiati i casi di encefalite da zecca: effetto indiretto del virus, secondo gli esperti

Si tratta di un vero e proprio boom di encefaliti da zecca in Svizzera: per gli esperti, è un effetto collaterale del Covid.

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Si tratta di un vero e proprio boom di encefaliti da zecca in Svizzera: per gli esperti, è un effetto collaterale del Covid.

Gli esperti dell’UFSP, Ufficio Federale della Sanità Pubblica, prendono parola sull’aumento importante di casi da encefalite da zecca in Svizzera e annunciano che potrebbe essere un effetto indesiderato dell’epidemia da Coronavirus.

Dall’inizio del 2020 i casi confermati di encefalite da zecca sono 215 e rappresentano più del doppio dei 97 registrati nello stesso periodo nel 2019. I motivi sarebbero connessi alle condizioni climatiche e al Covid.

Effetti collaterali del Coronavirus? La storia dei casi di encefalite da zecca in Svizzera

L’allarme è stato lanciato perché nelle ultime quattro settimane sono emersi 124 casi di questa malattia, mentre nel medesimo periodo del 2019 se ne registravano 59. Si tratta, secondo gli esperti dell’UFSP, del secondo dato più alto a partire dal 2000.

Il periodo di attività delle zecche è solitamente compreso tra il mese di marzo e il mese di novembre e secondo quanto emerso sarebbero due i fattori che potrebbero aver prodotto questo boom di casi: innanzitutto, le particolari condizioni meteorologiche degli ultimi mesi che sarebbero particolarmente favorevoli allo sviluppo della zecca; in secondo luogo, un effetto collaterale delle norme di distanziamento sociale, imposte per la diffusione del Coronavirus, che avrebbero spinto molte più persone del solito a recarsi in natura.

Un ulteriore elemento che potrebbe essere connesso riguarda sempre le misure di contenimento del Covid: è possibile infatti che all’origine di questa sorta di ‘epidemia’ ci sia anche il fatto che il semiconfinamento ha impedito a molti di effettuare la vaccinazione.

L’encefalite da zecca è una malattia che può avere un decorso molto grave

L’Ufficio Federale della Sanità Pubblica sottolinea come le visite mediche a seguito di punture di zecca ha battuto il record del 2018 con un numero di casi che sfiora i 20.000.

La meningoencefalite primaverile-estiva da zecca (FSME) è una malattia importante e che può avere un decorso molto grave, per la quale si suggerisce sempre la profilassi a tutte le persone che abbiano un’età superiore a 6 anni.

Le punture di zecca possono trasmettere anche un’altra malattia: si tratta della borelliosi, per la quale non esiste alcun vaccino, ma, essendo di origine batterica, può essere curata con antibiotici.

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