'Coronavirus: mascherina o distanziamento sociale, cosa riduce di più il rischio di contagio?

Coronavirus: mascherina o distanziamento sociale, cosa riduce di più il rischio di contagio?

Lo studio sulla mascherina e sulla distanza sociale: cosa riduce di più il rischio di contrarre il Coronavirus?

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Epidemia x

Un ultimo studio dell’università di Oxford e della Mahidol University di Bangkok presentato alla conferenza Escmid della Società europea di Microbiologia rivela che portare la mascherina, lavare con frequenza le mani e mantenere la distanza di almeno 1 metro aiuta a contenere la diffusione del Coronavirus quando ci si trova a contatto con una persona positiva al Covid-19. Ecco le informazioni in merito e quelle in merito allo studio dell’infettivologa della University of California di San Francisco per il quale la mascherina potrebbe favorire l’immunità.

Lo studio sulla mascherina e sulla distanza sociale

La ricerca effettuata dall’Università di Bangkok e Oxford è stata condotta su 211 casi confermati di Coronavirus tutti asintomatici e 839 controlli che invece non hanno ricevuto diagnosi di Covid trovati grazie al contact tracing di tre cluster in un palazzo di uffici governativi, in uno stadio di boxe e in un nightclub. Nel dettaglio si evince che sono state fatte delle interviste su che tipo di precauzioni (fortemente raccomandate dai governi) si stanno utilizzando per contenere il virus.

Dai dati emerge che chi ha usato una mascherina per tutto il tempo di contatto con una persona positiva ha avuto un rischio minore del 77% di contrarre la malattia rispetto a chi non la indossava. Con il distanziamento sociale il rischio si è riduce addirittura dell’85% mentre se si lavano con frequenza le mani del 66%.

Mascherina: potrebbe diventare un ‘vaccino rudimentale’ contro il Covid

La mascherina potrebbe diventare un vero e proprio “vaccino rudimentale” contro il Coronavirus. Questo perché da una parte impedisce che il virus entri in grandi quantità e poi perché permette a poche particelle virali di penetrare nelle vie respiratorie di chi la indossa.

In questo modo si attiva un processo di immunizzazione contro il virus.  Questo è quello che ritiene Monica Ghandi che è un’infettivologa della University of California di San Francisco che ha illustrato la sua tesi sul New England Journal of Medicine. Attenzione questo studio è però in attesa di verifica.

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