Coronavirus, l’appello di Roberto Burioni: “Chi torna dalla Cina deve stare in quarantena”

Il virologo non usa mezzi termini: "Spero che i politici lo capiscano perché le conseguenze di un errore sarebbero irreparabili"

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Il virologo non usa mezzi termini:

Roberto Burioni, in merito ai primi casi di contagio da coronavirus in Lombardia dice la sua su Facebook: “Le ultime notizie mi portano a ripetere per l’ennesima volta l’unica cosa importante. Chi torna dalla Cina deve stare in quarantena. Senza eccezioni. Spero che i politici lo capiscano perché le conseguenze di un errore sarebbero irreparabili”.

L’immunologo non è il solo a essersi pronunciato senza mezzi termini. Anche il virologo Fabrizio Pregliasco ha fatto sapere che “bisogna dire che si evidenzia la capacità di tracciare i casi, ma è il momento di tirare fuori dai cassetti i piani pandemici, già approntati per le minacce del passato”.

Burioni qualche settimana fa ha voluto sottolineare il rischio di chi entra a contatto con le persone che hanno contratto il virus, ma sono asintomatiche. Infatti, sul suo sito MedicalFacts, ha sottolineato: “L’infezione da coronavirus può essere diffusa da persone che non hanno alcun sintomo e non hanno febbre. Segno di un virus che colpisce a volto coperto, che si conosce molto poco ma che di sicuro ha una velocità diffusione che forse le organizzazioni sanitarie hanno finora sottostimato”.

Intanto in Italia aumenta l’allarme. Un uomo di 38 anni di Codogno (in provincia di Lodi), sarebbe stato contagiato da un amico appena rientrato dalla Cina. A sua volta l’uomo – attualmente in gravi condizioni – avrebbe contagiato almeno altre due persone, di cui una è la moglie incinta.

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