Coronavirus, il vaccino avrà davvero efficacia? L’incubo dell’immunità che dura pochi mesi – tre studi

Ancora cattive notizie per quanto riguarda l’epidemia da Coronavirus: uno studio mostra come l’immunità duri pochi mesi. E il vaccino?

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Ancora cattive notizie per quanto riguarda l’epidemia da Coronavirus: uno studio mostra come l’immunità duri pochi mesi. E il vaccino?

La cronaca recente ha raccontato la storia di una donna di Pozzuoli che il 19 aprile si era ammalata, in maniera non grave, di Coronavirus e dopo un mese a seguito di doppio tampone negativo era stata dichiarata negativa. Ebbene, al momento è ricoverata di nuovo all’Ospedale del Mare di Napoli ed è risultata nuovamente positiva al tampone.

Si tratta di una storia che si sta ripetendo: un caso simile era capitato anche in provincia di Verona. Alla domanda se è possibile ammalarsi di nuovo, il presidente dell’Associazione Microbiologi Clinici, Pierangelo Clerici, ha risposto semplicemente che, non essendo a conoscenza dell’effettiva risposta immunitaria, tutto è possibile.

Il problema riguarda soprattutto la possibilità dell’efficacia di un vaccino, con l’ipotesi che il Coronavirus diventi endemico come una “normale” influenza e che quindi necessiterà di sempre nuove vaccinazioni.

I tre studi sull’immunità del Coronavirus – la potenza diminuisce nell’arco di pochi mesi

In uno studio italiano pubblicato sulla rivista BMJ Global Health si ipotizza che l’immunità acquisita dall’aver contratto il Sars-Cov-2 non solo non protegga la persona, ma addirittura possa favorire future infezioni, con sintomatologie più intense e gravi.

Un secondo studio, non ancora soggetto a valutazione tra pari, è stato effettuato presso il King’s College: il risultato sarebbe che l’immunità tende a indebolirsi nell’arco di pochi mesi. I ricercatori hanno analizzato la risposta immunitaria di 90 ex-pazienti Covid e hanno scoperto che il livello di anticorpi raggiunge il massimo nelle tre settimane successive alla comparsa dei sintomi, per poi diminuire gradualmente. Soltanto un paziente su sei sembra mantenere a distanza di tre mesi una risposta immunitaria elevata.

Il terzo studio, questa volta pubblicato su Nature, sembra raggiungere le medesime conclusioni: avrebbe dimostrato infatti che il 70% degli anticorpi protettivi diminuisce nel periodo della convalescenza e, per alcuni casi, non si riuscirebbe neanche più rilevarli.

Si riuscirà a sviluppare un vaccino efficace contro il Coronavirus?

Le conclusioni degli studi che abbiamo analizzato sembrano andare in un’unica direzione: il Sars-Cov-2 potrebbe infettare anno dopo anno molte persone, come una comune influenza. Si tratta di un elemento di cui tenere conto quando si discute del possibile vaccino futuro.

Il problema è che il Sars-Cov-2, appartenente alla famiglia dei Coronavirus, non sembra comportarsi come la SARS e la MERS, ma come altri Coronavirus, che circolano normalmente, e che sono causa dei comuni raffreddori: se davvero fosse così, il vaccino avrebbe una durata limitata nel tempo e andrebbe ripetuto ciclicamente.

Va comunque sottolineato che occorre ancora effettuare molti studi per chiarire questi passaggi: quello che sembra essere evidente è che la battaglia contro il Covid è soltanto agli inizi.

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