Coronavirus e quarantena: a casa anche il 1° maggio, cosa sono le fasi due e tre

Sembra probabile, ma ancora non ci sono certezze, che anche il 1 maggio si starà a casa mentre ci si chiede come sarà gestita la fase 2.

di , pubblicato il
Sembra probabile, ma ancora non ci sono certezze, che anche il 1 maggio si starà a casa mentre ci si chiede come sarà gestita la fase 2.

Giuseppe Conte ha prorogato le misure restrittive fino al 13 aprile. Sarà una Pasqua a casa per tutti gli italiani senza scampagnate né pranzo con i parenti ma, secondo il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, anche il 1 maggio non sarà diverso, visto che si parla del 16 maggio come possibile data limite delle restrizioni. 

A casa il 1 maggio e il 25 aprile

Borrelli, ospite a «Radio anch’io», ha fatto chiaramente capire che anche il 1 maggio siamo destinati a rimanere a casa. “Credo proprio di sì, non è una situazione che si risolverà presto, dovremo essere rigorosissimi e cambieremo anche il nostro approccio con i contatti umani”. Si parla anche di misure restrittive fino al 16 maggio, anche se per ora comunicare date non è corretto, visto che bisognerà vedere come procederanno i contagi nelle prossime settimane.

Fase e fase 3

I dati delle ultime settimane sembrano confermare che le misure di contenimento stanno funzionando ma è importante non abbassare la guardia. Che cosa accadrà allora dopo il 13 aprile o forse dopo il 16 maggio? Innanzitutto, bisogna vedere come saranno i dati, se tutto andrà bene si potrà passare alla fase 2 che prevede la convivenza con il virus” ossia saranno attivate misure più leggere rispetto a quelle attuali. Ovviamente non è affatto detto che si partirà con la fase 2 il 14 aprile, infatti bisognerà vedere come sarà evoluta la situazione fino a quel momento. Alla fase 2 seguirà una fase 3 che significa “l’uscita dall’emergenza e il ripristino dell’assoluta normalità della vita lavorativa e sociale, della ricostruzione e del rilancio”. Anche per questa fase non ci sono assolutamente certezze nè date. Certo è che per la fase 3 bisognerà attendere ancora molto.

Anche il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli non si è sbilanciato durante l’ospitata a «Radio anch’io» ma ha fatto solo capire che i tempi saranno ancora lunghi e tutto starà al rispetto delle indicazioni date. 

Posto che non c’è una data in merito a quando inizierà o meno la fase 2, quella della convivenza con il virus, che può essere la più difficile per gli italiani, viene da chiedersi come questa sarà gestita e cosa comprenderà. Come scrive today.it, è facile pensare che gli italiani dovranno abituarsi ad una sorveglianza attiva, ciò significa effettuare tamponi a tappeto per tutti quelli che manifestano sintomi ma anche ai familiari e alle persone con cui sono venuti a contatto nonché a tutte le persone che operano con il pubblico. Non è difficile pensare che sarà imposto anche l’obbligo delle mascherine fino alla geolocalizzazione dei positivi. In questo modo si potrebbe contenere meglio l’emergenza e uscirne. 

Leggi anche: Coronavirus nell’aria, arrivano nuove conferme, ora l’OMS rivedrà i suoi piani

[email protected]

 

Argomenti: , ,