Coronavirus e lo studio del 2007 che lega il covid ai pipistrelli

Uno studio sulla Sars del 2007 svela il legame con i pipistrelli e la cultura del Sud della Cina.

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Uno studio sulla Sars del 2007 svela il legame con i pipistrelli e la cultura del Sud della Cina.

Secondo uno studio del 2007 sulla Sars pubblicato sulla Clinical Microbiology Reviews, il coronavirus fa parte di quei virus, appunto, in grado di subire  un meccanismo di ricombinazione genetica che può portare a nuovi genotipi. 

Lo studio che mette al centro i pipistrelli e i mercati 

Si tratta di una previsione di vari anni fa, pubblicata dalla celebre rivista e intitolata “Sindrome respiratoria acuta grave (Sars, ndr) da coronavirus come agente di infezioni emergenti e riemergenti” come riporta anche Business Insider. La colpa, se così possiamo chiamarla, viene data ai pipistrelli ferro di cavallo e alla cultura di alcune zone della Cina di mangiarli, in quanto questi animali sarebbero il serbatoio di virus Sars-Cov. Già nel 2007, insomma, si metteva in guardia rispetto alla possibilità di un ritorno della Sars legata a questi mammiferi. 

Lo studio, inoltre, svelava come fossero stati fatti molti passi da gigante nel controllare la Sars considerando che prima dell’arrivo della Sars -Cov, nel 2003, erano riconosciuti solo 12 tipi di coronavirus contro alla seguente scoperta di 36 tipi, tra cui i coronavirus umani di tipo NL63 e HKU1 e quello di zibetti e pipistrelli. 

Ancora una volta, dunque, al centro di tutto sembrano esserci i pipistrelli e i famosi mercati cinesi in cui vengono venduti a scopo alimentare questi mammiferi. 

Aumentano i casi di covid nel mondo

Nel frattempo aumentano i casi di covid 19 in tutto il mondo con ormai più di 60mila casi in Italia e quasi 45mila negli Stati Uniti. L’Europa sembra ormai diventata il fulcro del coronavirus seguita dal Nord America. Intanto a Wuhan, dopo mesi di reclusione e restrizioni sembra che dall’8 aprile si potrà tornare a muoversi liberamente.

È dal 24 gennaio che la metropoli cinese è bloccata. Secondo il bollettino diffuso dalla Johns Hopkins University nel mondo i contagi sono arrivati a 380mila con 16,500 morti e  101.806 guariti. 

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