Coronavirus, bufale e ‘mezze verità’: dal 5G agli extracomunitari, dalle scarpe agli animali domestici

La nostra consueta analisi di tutte le ultime fake news sul Coronavirus: il 5G, gli extracomunitari, gli animali domestici e alcune mezze verità.

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La nostra consueta analisi di tutte le ultime fake news sul Coronavirus: il 5G, gli extracomunitari, gli animali domestici e alcune mezze verità.

Non sappiamo se è una questione che riguarda soltanto l’Italia, ma le fake news sul Coronavirus che si diffondono quotidianamente nel nostro paese ci fanno pensare che un certo problema lo abbiamo. come è nostra abitudine e come è nello stile del nostro sito, intendiamo sempre proporre un’informazione quanto mai corretta, anche se è un dato di fatto che del coronavirus sappiamo poco ed è quindi sul quel poco che bisogna costruire pian piano la nostra conoscenza del fenomeno. Anche in questo caso parleremo di alcune ‘bufale’ clamorose e di alcune ‘mezze verità’, ricordando che soltanto la serenità della conoscenza può aiutarci a non precipitare nel panico.

Il 5G diffonde il Coronaviurs

Il problema dell’Italia con le fake news sul Coronavirus è piuttosto grave. La prima bufala che raccontiamo riguarda Gunter Pauli, un’economista tedesco divenuto da alcuni giorni consigliere del Presidente del Consiglio: questo strambo personaggio ha rilanciato la falsa notizia per cui a diffondere così capillarmente il Coronavirus sarebbe  la nuova tecnologia del 5G (della quale dovremmo temere piuttosto altre conseguenze) e lo ha fatto utilizzando twitter e taggando Giuseppe Conte, Luigi Di Maio e Beppe Grillo. Questo è quanto ha scritto il neoconsigliere del premier: ‘La scienza deve dimostrare e spiegare i principi di causa ed effetto. Ma prima osserva le correlazioni… Usiamo la logica allora. Qual è stata la prima città del mondo ad installare le reti 5G? Wuhan! E la prima regione europea? Il Nord Italia’.  In realtà molti utenti gli hanno direttamente chiesto se fosse impazzito all’improvviso, dunque si spera che ci abbocchino in pochi, ma può essere comunque utile sottolineare, per contrastare questa e altre fake news future, come la scienza abbia dimostrato che il Coronavirus ha origine naturale (la ricerca è pubblicata su Nature).

Gli extracomunitari sono resistenti al Coronavirus

Roberto Burioni, il virologo che non fa della simpatia la sua maggiore virtù, sta combattendo una vera e propria battaglia contro tutti coloro che continuano a diffondere bufale sul Coronavirus, ingenerando panico e producendo soprattutto una grande ignoranza. L’ultima fake news che lo scienziato ha svelato è quella secondo la quale gli extracomunitari sarebbero resistenti al contagio: non sarebbe neanche chiaro come farebbe il Coronavirus a conoscere quali sono i confini dell’Unione Europea e a compiere questa distinzione.

Altre fake news sul Coronavirus sono state ricordate dallo stesso Burioni, le elenchiamo soltanto: la vitamina C fa tanto bene alla salute ma non può nulla contro il Covid-19, il farmaco russo non serve a nulla, la pericolosità dell’ibuprofen e di altri FANS non è dimostrata così come i proclami sugli ACE inibitori.

Le ‘mezze verità’ sul Coronavirus: animali domestici, scarpe, vestiti e capelli

E arriviamo alla categoria ‘mezze verità’: si tratta di notizie che hanno un grado di probabilità, ma che vanno restituite alla loro dimensione concreta, per non suscitare inutile panico. Eccone alcune:

  • Suole di scarpe, zampe di cane, vestiti e capelli: ci si chiede se è possibile che il Coronavirus si attacchi alle suole delle scarpe, alle zampe del cane, ai capelli e ai vestiti – in linea di massima è possibile, ma la probabilità è bassissima, definita dall’ISS ‘trascurabile’, in quanto bisognerebbe calpestare (o noi o il nostro amico a quattro zampe) secrezioni respiratorie espulse da una persona infetta e il virus non dovrebbe disperdersi nel tragitto, o essere stati in contatto a una distanza di meno di un metro con un contagiato, per cui capelli e vestiti potrebbero contenere il virus; occorre comunque mettere in campo alcune norme igieniche: lasciare le scarpe nell’ingresso di casa, non appoggiare i propri vestiti su letti e divani, lavare i pavimenti e le zampe del cane con soluzioni a base di cloro all’0.1%
  • Pane fresco e verdure: non c’è alcuna evidenza scientifica, al momento, sulla persistenza del virus sulla superficie degli alimenti, per cui viene considerata molto poco probabile – anche in questo caso, basta mettere in campo le norme igieniche abituali: lavarsi sempre accuratamente le mani prima di toccare gli alimenti, così come coprire sempre bocca e naso con fazzolettini usa e getta quando abbiamo tosse o starnuti (e, subito dopo, comunque, lavarsi nuovamente e approfonditamente le mani).

Quello che si sottolinea è che il vero pericolo di contagio e il veicolo maggiore e prioritario di trasmissione si sono le goccioline di saliva: il distanziamento sociale è la maggiore difesa possibile.

Leggete anche: Le bufale sul coronavirus: ecco quelle smentite sul contagio

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