Concorso straordinario scuola: i tre punti della discordia, news

Non c’è ancora la data per il concorso docenti 2020 straordinario, ma le polemiche sono molte: i tre punti del conflitto sindcati-Miur.

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Non c’è ancora la data per il concorso docenti 2020 straordinario, ma le polemiche sono molte: i tre punti del conflitto sindcati-Miur.

L’attesa per l’emanazione del bando per il concorso straordinario non dovrebbe essere troppo lunga: secondo le ultime indicazioni dovrebbe arrivare entro la fine di febbraio e gli inizi di marzo. La tempistica sarebbe ancora adeguata in vista delle assunzioni dei vincitori per l’inizio dell’anno scolastico 2020-2021. Le polemiche, però, sono ancora molte e c’è chi ritiene che alcune questioni potrebbero subire delle modifiche: al momento, dopo la rottura con la ministra Azzolina, i sindacati hanno proclamato uno sciopero per il 6 marzo, tra le rivendicazioni ci sono i tre punti della discordia intorno a questa procedura concorsuale che avrebbe dovuto sanare la piaga del precariato storico nel mondo della scuola.

I motivi della discordia tra Miur e sindacati sul concorso docenti procedura straordinaria 2020

Il Ministero ha rilasciato una bozza del bando per il concorso straordinario all’interno della quale, tra gli altri aspetti, si segnala la tipologia di prova scritta che i candidati dovrebbero affrontare: sulla base della legge 159/2019, per la quale la prova è superata con un punteggio pari almeno a 7/10, il Ministero ha optato per un test di 80 quesiti da svolgere in 80 minuti. I sindacati, durante la riunione del 20 e del 30 gennaio, avevano portato sul tavolo tre richieste:

  1. diminuzione del numero dei quesiti: si ritiene che un minuto a domanda sia troppo poco e troppo penalizzante per i docenti che da anni lavorano nel mondo della scuola,
  2. la banca dati per il test: seguendo la modalità di altri concorsi pubblici, era stata chiesta la pubblicazione di una banca dati, a partire dalla quale il Miur avrebbe poi selezionato le domande effettive della prova e
  3. il punteggio di servizio: al momento, per come è stata elaborata la bozza del bando per il concorso, l’80% del punteggio della graduatoria finale sarà per ‘merito’, cioè a partire dai risultati del test, e soltanto il 20% per il servizio (ad essere conteggiato sarà soltanto quello cdc per la quale si concorre – secondo i sindacati, questa modalità di attribuzione è sbagliata perché non tiene conto della specificità di questo concorso che è pensato proprio per chi ha già insegnato per tanti anni nella scuola.

La risposta del Miur e la confusione che regna sul concorso scuola straordinario

La Ministra Azzolina non ha accolto nessuna di queste richieste, rifiutando nettamente le tre modifiche richieste. Difficile che si possa andare verso una riduzione del numero dei quesiti: il Miur ha risposto che, trattandosi di un test a risposta multipla, avere più tempo a disposizione potrebbe portare a una maggiore insicurezza e dunque a una maggiore probabilità di sbagliare. Anche sulla banca dati, il Miur si è detto contrario: occorre valutare la preparazione dei futuri docenti a tempo indeterminato, si tratta di personale con esperienza, che non dovrebbe temere la prova scritta. Il nodo maggiore risulta proprio dalla questione della valutazione del servizio prestato nelle scuola, ma anche su questo punto sembra esserci indisponibilità. Non è ancora chiara quale sarà l’evoluzione: il Miur sta procedendo ma i ritardi nella pubblicazione del bando del concorso straordinario scuola potrebbero far pensare a dei ripensamenti. La partita è ancora aperta.

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