Concorso scuola 2020 e Salvaprecari: le idee di Fioramonti e le polemiche, l’a.s. 2019/2020 inizia nel caos

Le idee di Fioramonti riguardo il concorso scuola 2020 e il nodo Salvaprecari: la selezione deve essere per merito. Intanto il nuovo a.s. inizia nel caos.

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Le idee di Fioramonti riguardo il concorso scuola 2020 e il nodo Salvaprecari: la selezione deve essere per merito. Intanto il nuovo a.s. inizia nel caos.

Le idee di Fioramonti riguardo il concorso scuola 2020 e il nodo Salvaprecari: la selezione deve essere per merito. Intanto il nuovo a.s. inizia nel caos.

Arrivano le prime dichiarazioni del ministro Fioramonti per quanto concerne il concorso scuola 2020 e il cosiddetto Salvaprecari, per non aprire un nuovo contenzioso con l’Europa per quanto concerne i docenti con 36 mesi di servizio. Intanto, l’anno scolastico 2019/2020 sta per iniziare e la scuola italiana è nuovamente nel caos, a causa della sua malattia cronica, la “supplentite”.

Al di là delle dichiarazioni sul modello finlandese e sulle tasse di scopo per merendine, bibite e voli aerei, ecco cosa attendersi nel prossimo futuro per quanto concerne il sistema di reclutamento.

La scuola italiana nel caos: ecco i numeri

Si parla già di caos e non potrebbe essere altrimenti. Il turn-over connesso alla quota 100 ha visto la scuola italiana perdere circa 45mila dipendenti, di cui ben 33mila docenti. Secondo la Flc-Cgil, una volta terminate le operazioni per le cosiddette assegnazioni provvisorie (i trasferimenti richiesti per restare vicino casa), dovrebbero essere 122mila le cattedre scoperte e dunque gli insegnanti chiamati per supplenze. Altre stime sindacali alzano la cifra a circa 170-200 mila cattedre scoperte. Il Mef aveva autorizzato 53.627 nuove assunzioni a tempo indeterminato, ma al 27 agosto 2019 soltanto il 30% di esse erano andate a buon fine. La situazione è davvero critica soprattutto al Centro-Nord e soprattutto per quanto concerne le scuole secondarie di I e II grado.

Le novità di Fioramonti su concorso scuola 2020 e Salvaprecari?

Il problema della scuola italiana è connesso al sistema di reclutamento: il concorso scuola era stato già annunciato nel 2018, ma il ministro Bussetti non è stato in grado di portarlo a termine e così la “palla” passa a Fioramonti, promosso a Ministro nel Conte bis. La questione è strettamente connessa a quella del Salvaprecari: il primo governo Conte, nel giorno 6 agosto, aveva approvato il cosiddetto Decreto Scuola mai arrivato in Gazzetta Ufficiale per la caduta dell’asse giallo-verde, nel quale si stabiliva come risolvere il nodo dei precari storici.

Durante la trasmissione 24Mattino su Radio24, il nuovo ministro dell’istruzione, ha sottolineato come si sia messo immediatamente a lavoro per risolvere la questione congiunta del concorso scuola e del Salvaprecari: l’idea è che bisogna rispettare le richieste dei sindacati per la stabilizzazione dei docenti con 36 mesi di servizio, senza perdere di vista ogni forma di garanzia di trasparenza e soprattutto di merito. Le parole sembrano essere chiare, anche se il ministro non è entrato nel merito, e i precari con 36 mesi di servizio dovranno affrontare un concorso, magari con una corsia preferenziale. Si tratta, insomma, di riformare il meccanismo di selezione e di rispettare la categoria di merito, così come richiede il M5S.

I sindacati restano in attesa di essere convocati, ma la linea sembra essere rimasta la stessa: i precari hanno permesso che la scuola andasse avanti per tanti anni, hanno sorretto il peso di una delle istituzioni più importanti del paese, secondo Maddalena Gissi della Cisl non c’è alcun merito maggiore di questo.

Leggete anche: Scuola, il programma del governo giallo-rosso: dalla tassa sulle merendine agli aumenti stipendiali.

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