Conad Pescara, la direttrice caccia la dipendente con il ciclo mestruale ma perde il brand, ecco perché

Conad Pescara, il caso della dipendente con il ciclo mestruale rimproverata. Conad si dissocia e ha deciso di troncare i rapporti.

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Dopo il caso della dipendente Amazon multata perchè era rimasta 20 minuti in bagno, un’altra vicenda legata al mondo del lavoro coinvolge un punto vendita Conad a Pescara. La denuncia è arrivata dalla Filcams-Cgil che ha divulgato i contenuti dell’audio shock: “Voglio il nome e cognome di chi oggi ha il ciclo mestruale, ok? Altrimenti gli calo le mutande io“. Anche Conad ha preso le distanze e ha parlato di fatti inaccettabili decidendo di ritirare il marchio dal punto vendita.

Conad Pescara, il caso della dipendente con il ciclo mestruale rimproverata

I fatti sarebbero accaduti, appunto, in un supermercato Conad a Pescara, quando la direttrice-titolare si era infuriata per aver trovato un assorbente usato fuori dal cestino del bagno all’interno degli spogliatoi. A quel punto ha pronunciato la frase incriminata e inviata tramite un vocale sul gruppo WhatsApp dei capireparto. Come fa sapere il sindacato, “nello stesso audio la titolare minaccia ripercussioni e lettere di richiamo qualora non si fosse trovata la responsabile dell’accaduto”.

Conad si dissocia e ha deciso di troncare i rapporti

Dopo i fatti il gruppo Conad ha deciso di escludere la titolare dal sistema cooperativo della catena di supermercati. Infatti, alcuni fonti vicini all’azienda hanno fatto sapere che il rapporto tra la casa madre e le filiali è “regolato da un contratto e che né la proprietaria né i lavoratori sono formalmente di Conad”.

L’azienda, quindi, dopo aver preso posizione in merito all’accaduto, ha deciso di troncare i rapporti tra il punto vendita e il marchio. Le lavoratrici restano alle dipendenza della società privata del punto vendita di Pescara:

“Non possiamo accettare un comportamento come quello che, purtroppo, abbiamo potuto accertare nel punto vendita in questione. Di conseguenza abbiamo deciso di procedere, come previsto dal nostro regolamento, alla risoluzione del contratto di affitto d’azienda. Daremo in ogni caso continuità alle attività del punto vendita garantendo il servizio ai clienti e il lavoro ai collaboratori“, l’amministratore delegato della Cooperativa Conad Adriatico, Antonio Di Ferdinando, si è espresso su ciò che è accaduto nel negozio abruzzese.

Anche la Filcams-Cgil di Pescara e quella Abruzzo Molise hanno esultato per la decisione di Conad e hanno parlato di atto ignobile, sottolineando di aver assistito alla vittoria delle lavoratrici che “hanno scelto di non sottomettersi ai soprusi. Questa vittoria insegna che non bisogna mai abbassare la testa e che il muro di omertà, che spesso si crea nei posti di lavoro, si può abbattere”.
E’ il secondo caso in pochi giorni che coinvolge i lavoratori e che diventa di dominio pubblico dopo l’episodio della lavoratrice del colosso Amazon.

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