Con la guerra in Ucraina l’Italia resterà senza gas? A Fuori dal coro la clamorosa scoperta

Cosa rischia l'Italia con la guerra in Ucraina? L'inchiesta del gas a Fuori dal Coro fa una clamorosa scoperta.

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Nuova importante puntata. Fuori dal Coro, l’inchiesta sulla guerra in Ucraina ci porta alla domanda delle domande, l’Italia resterà senza gas? Se lo chiedono gli ospiti del programma di Mario Giordano. Particolarmente interessante il video inchiesta del programma, sintetizziamo cosa ci dice.

Guerra in Ucraina, il problema del gas

Il problema del gas in Italia è in realtà un falso problema, poiché secondo l’inchiesta di Fuori dal Coro, la produzione in Italia c’è, la materia prima anche, ma manca l’estrazione dalle piattaforme presenti nel nostro territorio. Il potenziale nostrano è enorme, si parla di almeno 30 miliardi di metri cubi di gas da poter produrre ed estrarre, ma al momento ne preleviamo soltanto il 10%, ossia circa 3 miliardi. Gli intervistati accusano la demagogia dei politici che si sono fatti eleggere a suon di “no”, e ora la guerra in Ucraina rischia di scatenare una crisi del gas che può portare al crollo del sistema energetico nazionale.

Si stima che utilizziamo solo il 6% del nostro gas, mentre il restante 94% viene importato da Russia, paesi del nord Europa e Libia. La questione prominente in questo caso è quella della guerra in Ucraina, con l’Italia, insieme al resto dell’Occidente, che si è schierata contro Putin (giustamente) e che ora rischia di vedere la chiusura dei rubinetti da parte di quest’ultimo. Le sanzioni che anche l’Italia sta infatti inasprendo nei confronti della Russia non faranno altro che provocare l’interruzione dell’esportazione del gas dalla Russia in Italia.

Guerra in Ucraina, quanto costa il gas?

Il costo medio del gas di nostra produzione sarebbe di 5 centesimi, mentre importandolo dall’estero ci costa in media 70 centesimi. Si tratta di una proporzione abissale che deve far riflettere. Ancora una volta però, oltre al danno economico ormai già in essere, c’è da considerare il rischio della perdita delle rotte commerciali con la Russia, con conseguente blocco del gas russo. La considerazione è che, andando incontro all’estate, a saltare in questo scenario sarebbero i riscaldamenti, cosa che in questo momento potrebbe non pesarci molto, ma che poi farebbe risentire il suo peso nei mesi a venire. E consideriamo che per riattivare l’erogazione del gas dalle nostre piattaforme ci vorranno mesi, ma al momento il Governo ancora stenta a dare la sua approvazione.

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