Colite ulcerosa, in Italia ne soffrono 150 mila persone: ma cos’è e come si cura

Il numero delle persone che soffrono di colite ulcerosa in Italia cresce sempre di più: ecco le ultime notizie in merito.

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Il numero delle persone che soffrono di colite ulcerosa in Italia cresce sempre di più: ecco le ultime notizie in merito.

Nel nostro paese circa 150 mila persona soffrono di colite ulcerosa moderata o lieve. Trattasi di una malattia invalidante in quanto è compromessa la qualità della vita del paziente a causa di possibili scariche violente giornaliere ma anche per dolori addominali molti forti. Proprio per questo risulta difficile quando la malattia è in fase acuta svolgere con tranquillità le proprie mansioni quotidiane comprese quelle lavorative.

Come si controlla al momento la colite ulcerosa?

La principale terapia che si usa per controllare la colite ulcerosa è la mesalazina, come comunicano le più recenti linee guida della “European Crohn’s and Colitis Organisation”. Il problema però sta nel fatto che almeno il 40% dei pazienti alla quale viene prescritta non la utilizza. Questo è quanto è emerso durante il convegno “The Choice” a Milano. Durante l’incontro al quale hanno partecipato esperti nazionali nonché specialisti provenienti da ogni parte d’Italia e rappresentanti dell’Associazione Nazionale per le malattie croniche infiammatorie dell’intestino è stato comunicato che le stime parlano di 250 mila persona affette da tale patologia.

Rispetto al passato, la buona notizia è che la mortalità è scesa raggiungendo circa l’1-2%. Il dottor Paolo Gionchetti, che è un dirigente medico dell’Università di Bologna che si occupa proprio delle malattie infiammatorie, ha comunicato che è importantissimo riuscire ad intervenire subito su di essa con un trattamento grazie al quale si potrà controllare la malattia.

Alessandro Armuzzi, che è un docente di Gastroenterologia dell’Università di Cattolica di Roma, ha spiegato inoltre che la colite ulcerosa è un tipo di malattia che al momento è ancora molto sottovalutata nonostante crei dei grossi problemi sia sociali che emotivi danneggiando di fatto la qualità della vita del paziente.

Enrica Previtali, che è la presidentessa dell’Associazione “Amici Onlus”, ha infine concluso che, seppure malattia infiammatorie come questa nonché il Morbo di Chron siano in forte crescita, il livello di conoscenza di esse tra la gente è ancora molto scarsa. Questo anche nel caso in cui la patologia insorga prima dei trenta anni di età. Capita spesso infatti che siano proprio i giovani ad essere le persone meno informate a riguardo.

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