Cocktail classici made in Italy, ecco i più famosi

Quali sono i drink italiani che tutto il mondo ci invidia? Ecco la lista dei cocktail classici made in Italy.

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Il bel paese offre tante attrattive a cittadini e turisti, ma forse non tutti sanno che, oltre alle bellezze naturali, ai luoghi di arte e storia, ai vini e alla cucina, ci sono anche i cocktail. Ebbene sì, tra le eccellenze dell’Italia figurano anche classici drink assolutamente da non perdere se volete passare una bella serata con gli amici o godervi un happy hour nel bar sotto casa. Ecco la lista dei cocktail classici più famosi del nostro paese.

Cocktail classici, la top 10

L’Americano è tra i cocktail italiani più richiesti. Il nome è un escamotage per renderlo più internazionale, gli ingredienti sono bitter Campari, vermouth rosso Cinzano e seltz. È considerato il papà del Negroni.

E passiamo subito proprio al Negroni, tra i cocktail più richiesti in assoluto. Nasce a Firenze grazie al Conte Camillo Neuroni che suggerisce al suo barman di sostituire la soda con il gin ed ecco che l’Americano diventa qualcosa di nuovo. Gli ingredienti oggi sono Gin, bitter rosso e Vermouth rosso Berto di Antica Distilleria Quaglia.

C’è poi la variante, ossia il Negroni Sbagliato, nato davvero per sbaglio negli anni 70 al bar Basso di Milano. Al posto del gin venne aggiunto lo spuntante ed ecco la novità. Gli ingredienti quindi sono Campari, vermouth Dibaldo rosso 721, spumante.

Milano Torino, tra i primi cocktail serviti al Caffè Campari a inizio 900, è composto da Campari, Vermouth rosso Starnino e fetta d’arancia.

Spritz, altro cocktail italico particolarmente richiesto, gli ingredienti sono Prosecco, bitter (Select, Aperol, Campari o Cynar), seltz.

E che dire di Hugo? Forse meno noto dei precedenti, eppure nei pomeriggi d’estate ha il suo successo.

Perfetto infatti per chi ha voglia di qualcosa di più fresco, gli ingredienti sono prosecco, sciroppo di fior di sambuco, foglie di menta e ghiaccio.

Si passa poi agli artisti, il Bellini, in omaggio al grande pittore, è composto da vino spumante o champagne e nettare di pesca bianca.

Il Rossini invece, dedicato al musicista, è una variante del precedente ed è composto da purea di fragole al posto della pesca bianca.

Chiudiamo con due cocktail che andavano fortissimo qualche decennio fa, ma che ancora si difendono bene, parliamo del Garibaldi, che si fa con Campari e succo d’arancia e soprattutto dell’Angelo azzurro, che invece va con gin, triple sec, Blue Curaçao.

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