Che fare contro una seconda ondata di contagi da Coronavirus? Lo spiega l’epidemiologo Lopalco

Dopo l’allarme lanciato dall’OMS su una possibile seconda ondata di contagi da Coronavirus in autunno, interviene l’epidemiologo Lopalco.

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Dopo l’allarme lanciato dall’OMS su una possibile seconda ondata di contagi da Coronavirus in autunno, interviene l’epidemiologo Lopalco.

L’OMS ha lanciato un allarme su una possibile seconda ondata di contagi da Coronavirus per l’autunno di quest’anno: potrebbe essere peggiore della prima e l’allerta deve essere massima.

L’epidemiologo Lopalco, professore di Igiene all’Università di Pisa, rispondendo ai microfoni della trasmissione l’Aria che Tira su La7, ha spiegato chiaramente che, al momento, in Italia l’emergenza sanitaria è superata, ma questo non vuol dire che è completamente da escludersi una seconda ondata.

Fondamentale sarà la maniera mediante la quale si deciderà di affrontare questo pericolo: la prevenzione sarà decisiva.

Il Coronavirus si è indebolito?

Uno dei luoghi comuni di questo periodo è che il Coronavirus si sarebbe indebolito ed è per questo che, pur continuando a circolare, non provocherebbe nuovamente un’emergenza sanitaria.

Lopalco risponde alla questione sottolineando come in questo momento ci si trovi in una fase di coda della circolazione epidemica: semplificando, significa che il virus ha smesso di correre per cui trovare un positivo in un assembramento diviene sempre più difficile.

L’emergenza e la crisi sanitaria che si sono sviluppate nei mesi scorsi sono state causate dal fatto che il virus è stato libero di circolare nel nostro paese per tre mesi prima che venisse riconosciuto. Questo significa fondamentalmente che se diamo nuovamente la possibilità di circolazione al Coronavirus, in capo a tre mesi ci potremmo trovare dinanzi a una nuova epidemia.

La prevenzione è l’unico strumento che abbiamo per poter frenare una seconda ondata di contagi in autunno.

 

Esistono positivi forti e positivi deboli al Coronavirus? È giusta oggi la misura della quarantena?

L’epidemiologo Lopalco sottolinea soprattutto la necessità di identificare e segnalare coloro che sono portatori del Coronavirus, in maniera tale da non permettere che siano veicolo di contagio per altre persone.

Certo, non basta un tampone positivo per bloccare una persona a casa per due mesi, ma devono essere le istituzioni a dare indicazioni precise su come agire a partire dalle soglie di infettività e pericolosità per gli altri. La decisione deve essere politica.

È giusta l’apertura delle frontiere?

Un’altra questione all’ordine del giorno riguarda l’apertura delle frontiere soprattutto nei confronti di alcuni paesi extraeuropei che presentano ancora un’epidemia in atto.

La risposta è chiara: occorre avere la massima cautela nei confronti di quei paesi che presentano un’intensità nella circolazione del Coronavirus superiore a quella che presentiamo oggi in Italia.

La vigilanza non può che essere particolarmente alta ed è fondamentale che si mettano in campo misure di controllo in tal senso.

Come evitare una seconda ondata di contagi da coronavirus in autunno?

Occorre, secondo Lopalco, innanzitutto spiegare perché in questo momento l’emergenza sanitaria da noi è scomparsa, per comprendere come agire in autunno.

L’emergenza è stata superata in Italia grazie a una massiccia prevenzione, ma il vero problema è che oggi la prevenzione non dovrebbe essere abbandonata, altrimenti si rischia il riaccendersi dell’epidemia.

È necessaria una politica di investimenti per mettere in campo una prevenzione efficace contro una seconda ondata. Se si interviene in anticipo e si lavora intorno a un principio di precauzione, allora è possibile evitare che l’epidemia colpisca nuovamente.

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