Cassazione: un sito non può essere oscurato per un post

Un sito non può essere oscurato a causa di un singolo post: si oscuri solo il post diffamatorio. Lo stabilisce la Suprema Corte.

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Un sito non può essere oscurato a causa di un singolo post: si oscuri solo il post diffamatorio. Lo stabilisce la Suprema Corte.

La Cassazione prosegue la sua azione a tutela del web e con una sentenza annulla la possibilità di sequestrare o di oscurare un sito per colpa di un post. Gli ermellini, infatti, ritengono si tratti di una misura certamente eccessiva soprattutto se il sito in questione si occupa di attualità e politica, una simile azione finirebbe per violare il diritto del blogger di esprimere il suo pensiero e il diritto dei suoi lettori di rimanere informati.

Poi, proprio per la sua natura veloce, di notizie di continuo scorrimento, il post incriminato sarebbe velocemente messo in ombra da quelli più recenti  non permettendo neanche la possibilità di invocare il “periculum in mora” (il pericolo che il post in questione possa portare in futuro). Per questi motivi con la sentenza numero 11895 la Corte di Cassazione ha annullato l’oscuramento del sito “Il perbenista”, provvedimento preso dalla procura di Udine dopo che un paio di utenti (E non il blogger proprietario del sito) avevano preso di mira due professionisti che hanno querelato il sito. La Suprema Corte ha annullato quindi la condanna troppo pesante della Procura di Udine precisando che in questi casi basta oscurare i post in questione e non l’intero sito.

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