Cani e gatti: arriva la svolta in Cina, vietato mangiarli

Finalmente dalla Cina è giunta una notizia che tutti attendevano: i cani e i gatti non potranno più essere mangiati.

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Finalmente dalla Cina è giunta una notizia che tutti attendevano: i cani e i gatti non potranno più essere mangiati.

Finalmente dalla Cina è giunta una notizia che tutti, sopratutto le associazioni animaliste, attendevano con trepidante attesa. I cani e i gatti non potranno più essere mangiati in quanto, finalmente, per la prima volta, sono usciti dall’elenco ufficiale delle specie che possono essere macellate.

La carne dei cani e dei gatti, come si sa, non è consumata da tutti ma soltanto da una minoranza di cinesi sopratutto durate il festival di Yulin dove l’associazione americana “Humane Society” stima che ogni anno vengano uccisi circa 10 milioni di cani per la loro carne.

Ecco dunque cosa è successo e cosa accadrà.

Le osservazioni di Rossi, presidente regione Toscana

Nel mese di febbraio scorso era arrivato in Cina il divieto di consumare e di commerciare animali selvatici. Tale pratica, infatti, era sospettata di diffusione del Coronavirus a seguito dell’esplosione dell’epidemia presso il mercato di Wuhan. Proprio per questo di recente Enrico Rossi, che è il presidente della regione Toscana in collegamento alla trasmissione “Omnibus” di La 7 ha detto che forse il mondo dovrebbe chiedere alla Cina di chiudere i mercati di animali selvaggi. Questo perché non è la prima volta che tale nazione si trova all’origine della diffusione di un virus di tale tipologia. Secondo Rossi, infatti, forse la Comunità Internazionale e l’Oms dovrebbero porre tale interrogativo.

Cani e gatti, stop al consumi di carne

Il testo pubblicato dal ministero dell’Agricoltura Cinese parla chiaro: la carne di cani e gatti consumata da una minoranza di cinesi è stata esclusa (per la prima volta) dall’elenco ufficiale degli animali commestibili.

Tale decisione è arrivata dopo il divieto del mese di febbraio di commerciare e consumare animali selvatici, pratica sospettata della diffusione del Coronavirus.

Nei giorni scorsi, comunque, la città di Shenzen è stata la prima della Cina a mettere al bando sia il consumo che il commercio della carne di cane e di gatto.

Tornando al testo diffuso dal Ministero, esso è al momento nella fase di consultazione aperta al pubblico per suggerimenti mentre viene comunicato che nella nuova lista il termine “bestiame” riguarda una determinata tipologia di animali. Parliamo di quelli che sono stati addomesticati e fatti riprodurre a lungo per ottenere uova, pelliccia, carne o per medicinali. I cani, invece, sono stati specializzati per diventare animali da compagnia e quindi a livello internazionale non devono essere considerati animali da bestiame.

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