Cambiamenti climatici e ambientali: danni per 567 miliardi

Dal rapporto 'Science for disaster risk management 2020: acting today, protecting tomorrow' si evince che a risentire dei cambiamenti climatici e ambientali è anche l'economia.

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Dal rapporto 'Science for disaster risk management 2020: acting today, protecting tomorrow' si evince che a risentire dei cambiamenti climatici e ambientali è anche l'economia.

L’ultimo rapporto “Science for disaster risk management 2020: acting today, protecting tomorrow“, ecco il link,al quale hanno partecipato più di trecento esperti sul rischio catastrofi provenienti da diversi settori e il Cmcc non è per nulla positivo. E’ emerso infatti che quello che si è vissuto durante il lockdown non è che un’anticipazione di quello che potrebbe succedere nel futuro. Questo a causa dei cambiamenti ambientali e climatici. Sarà necessario quindi agire adesso per proteggere il domani. A risentirne è anche l’economia con danni stimati tra il 1980 ed il 2017 in Europa di ben 557 miliardi di euro.

Danni economici di 557 miliardi di euro per i cambiamenti climatici

Il rapporto “Science for disaster risk management 2020” comunica che dal 1980 al 2017 in Europa, soltanto a causa dei rischi naturali, ci sono stati danni economici ingenti di 557 miliardi di euro. La maggior parte di essi è legata al cambiamento del clima ed ai fenomeni meteorologici estremi. Basti pensare ad esempio nel nostro paese all’acqua alta record a Venezia nel 2019 o alle numerose alluvioni, nubifragi e frane in Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta ad ottobre 2020.
Il grave problema è che questi fenomeni sono destinati ad aumentare a causa dell’uomo con una conseguente minaccia per la crescita e per la stabilità economica ma anche per la resilienza e per la coesione territoriale e delle comunità. Comprendere il rischio di catastrofi sarà quindi essenziale per far sì che vi sia una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva.

Cosa fare per ridurre il rischio dei disastri

Lo studio nel dettaglio ha cercato di identificare i problemi e porre delle soluzioni fornendo anche delle raccomandazioni. In primis, si legge che per ridurre il rischio di catastrofi sarebbe importante una costante collaborazione tra i diversi gruppi e settori della società.

Bisognerebbe poi progettare dei meccanismi che facilitino l’approccio dal basso verso l’alto e valutare dei nuovi modi per prevenire, mitigare e adattarsi al rischio approfittando anche dei post-disastri.
Sarebbe inoltre opportuna una discussione a livello internazionale per promuovere valutazioni più complete sui rischi anche per la salute ed un serio lavoro di prevenzione affrontando anche il problema dei danni e delle perdite economiche.
Jaroslav Mysiak che ha contribuito al rapporto ha sottolineato però che la valutazione del rischio dei disastri negli ultimi tempi è sicuramente migliorata grazie alle disponibilità e ai progressi. Si dovrebbe però fare di più ed il Green Deal europeo ed il Next Generation sicuramente daranno un notevole contributo.
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