Berlusconi ora paladino del No Euro: va dove soffia il vento

Il PdL prepara la sua svolta nel nome del marketing mentre le truppe di complemento dei giornali d'assalto e le deputate dal grido facile sondano il terreno.

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Il PdL prepara la sua svolta nel nome del marketing mentre le truppe di complemento dei giornali d'assalto e le deputate dal grido facile sondano il terreno.

La recente affermazione di Silvio Berlusconi a proposito della possibilità che l’Italia esca dall’euro ha vivacizzato il monotono tam tam della politica italiana. Durante la presentazione di un libro infatti, l’ex premier ha affermato che l’uscita dell’Italia dall’euro non può essere considerata una bestemmia e che se la Bce non si trasforma in una banca di garanzia, il governo italiano sarebbe legittimato a considerare un’opzione che fino a poco tempo fa era considerata da tutti come eresia alla stato puro. Il ragionamento di Berlusconi è abbastanza chiaro: o la Germania ammorbidisce la sua posizione e si convince che la Bce deve diventare una banca di garanzia, ossia deve emettere moneta e pagare titoli, o non avrebbe più alcun senso restare nell’Euro. L’ex premier in pratica sembra riprendere un principio molto diffuso in alcuni ambienti, secondo i quali la situazione attuale di stallo significa solo il lento prolungamento di una agonia che inevitabilmente poterà alla morte. Per Berlusconi quindi è assolutamente valida la posizione di chi sostiene che o si fa la vera Europa oppure è auspicabile che ognuno torni alla sua valuta.  

Berlusconi non è mai stato così lucido

Sbaglierebbe chi ritenesse che simile esortazione sia estemporanea, una sorta di fulmine a ciel sereno. Già alcune settimane fa infatti, l’ex presidente del consiglio aveva affermato che dinanzi al muro della Bce, le singole banche centrali potevano tornare a battere Euro. Un’uscita, che in puro stile berlusconiano, era stata poi ridimensionata a semplice provocazione mal interpretata. La nostra idea è invece che la bizzarra proposta sulla banca d’Italia fosse una sorta di termometro per verificare la reazione di giornali e opinione pubblica.

Per comprendere la strana virata in senso antieuropeista del premier occorre tenere in considerazione il mutato contesto politico e sociale. L’impatto della crisi economica, da un lato e le misure di austerità varate da un governo che è considerato negativamente dalla maggior parte degli italiani, dall’altro, hanno infatti provocato, concretamente, un progressivo allontanamento della maggior parte del popolo italiano dall’Euro. Allo stato attuale dei fatti quindi, la maggioranza degli italiani sembrerebbe essere contraria alla moneta unica e favorevole a un ritorno alle divise nazionali. L’Euro è quindi considerato il grande colpevole di ciò che sta succedendo. Senza scendere nel dettaglio dell’analisi di questa tendenza, possiamo dire che l’ex premier, da consolidato uomo attento al marketing, ha perfettamente compreso questa cambiamento radicale nella concezione di pensiero degli italiani ed ha quindi deciso di cavalcarlo. Nessuna convinzione quindi nelle parole dell’ex premier solo la decisione di andare dove spira il vento, prima che il Pdl scenda addirittura sotto al 10%.  

Le truppe di sfondamento

Come prova di quanto affermiamo possiamo citare gli strani titoli de “Il Giornale“, il quotidiano che è una sorta di avanguardia d’assolato che sonda il terreno. Da settimane questo quotidiano porta avanti la sua personale crociata contro “la finanza predatoria” o contro l’ottusità tedesca, sbandierando ai quattro venti l’insofferenza degli italiani verso l’Euro che ha abbassato il potere d’acquisto delle famiglie e sta riducendo tutti in miseria. Come se non bastasse poi si possono anche considerare le parole delle donne d’assalto del Pdl, quelle che, sistematicamente, sono ospiti nei salotti dei programmi a largo consumo. Da settimane le varie Alessandra Mussolini e Daniela Santanchè lanciano le loro filippiche contro la Merkel e per un ripensamento dell’Euro. Insomma dai giornali alla tv, tutto lascia ritenere che presto il PdL potrebbe diventare il partito del No Euro. E in queste condizioni l’elettore medio italiano sarà più sensibile a un simile ragionamento a quello di un Casini qualsiasi che da mesi va ripetendo che è necessario sostenere Monti, perchè al di fuori Monti non c’è alcuna soluzione? La risposta ci sembra abbastanza ovvia.

Come ovvio ci sembra il fatto che ancora una volta la sinistra italiana sembra già essere fuori tempo.    

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