Bere vino allenerebbe il cervello più di un problema di matematica o della musica classica

Un neuroscienziato dell'Università di Yale il cui nome è Gordon Sheperd ha scoperto che il vino riesce a stimolare alcune parti del cervello.

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Un neuroscienziato dell'Università di Yale il cui nome è Gordon Sheperd ha scoperto che il vino riesce a stimolare alcune parti del cervello.

Bere del vino allenerebbe il cervello più dell’ascolto della musica classica o di un problema di matematica. Questo è quanto ha scoperto un neuroscienziato dell’Università di Yale il cui nome è Gordon Sheperd. Ecco allora le info in merito.

Degustare vino sopratutto rosso fa bene

Bere piccole dosi di vino sopratutto rosso farebbe bene.

Gordon Sheperd dell’Università di Yale, infatti, ha scoperto che il vino riesce a stimolare alcune parti del cervello. Degustarlo sarebbe infatti un’operazione superiore e più esclusiva rispetto all’ascolto di musica classica oppure alla contemplazione di un’opera d’arte o ancora alla risoluzione di un problema difficile. Questo perché il vino sarebbe capace di stimolare tutti i  sensi contemporaneamente.

Gordon Sheperd ha comunicato che vi è una grande gamma di sistemi celebrali sensoriali, centrali e motori che sono coinvolti nel momento in cui si degusta del vino. Inoltre  allena la corteccia cerebrale (che è il luogo dove si trova la memoria) ed aiuta a sentire maggiormente le emozioni.

Le altre proprietà del vino

Il vino si ottiene dalla fermentazione alcolica del mosto dell’uva e contiene varie sostanze con effetti farmacologi noti o che sono in corso di studio. Esso si compone sopratutto di acqua  in quanto ne contiene circa il 90% e di alcol la cui presenza oscilla tra il 4 ed il 15%. Inoltre tra i suoi componenti benefici si sono i polifenoli che secondo vari studi clinici aiuterebbero a ridurre i rischi cardiovascolari nonché combattere lo stress ossidativo.

Il vino sarebbe poi in grado di agire in modo positivo contro il diabete, i tumori, le demenze ma anche la sindrome metabolica. In più avrebbe anche degli effetti benefici sulle ossa, le articolazioni e la colecisti.

Il nome vino, infine, secondo le teorie più diffuse, verrebbe dal sanscrito “vena” che significa amare. Si parla di vino già nel Vecchio Testamento: Ippocrate diceva infatti che esso è una cosa adatta all’uomo ma dovrebbe essere amministrato con misura e giudizio.

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alessandra.

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