Attenzione all’ameba mangia cervello, uccide le vittime divorandole dall’interno

La terribile ameba mangia cervello, ecco il parassita che tutti dovremmo conoscere, sperando di non incontrarlo mai.

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ameba mangia cervello

Un microorganismo unicellulare sta spaventando scienziati e ricercatori, si chiama Naegleria fowleri, ma è nota comunemente come ameba mangia cervello. Si tratta di un parassita che si introduce anche nell’organismo degli esseri umani attraverso il naso e, come suggerisce il suo soprannome, uccide le vittime divorandole dall’interno, deliziandosi della materia cerebrale dei malcapitati.

Ameba mangia cervello, un horror naturale

Nei giorni scorsi il caso il caso capitato a una persona che nuotava nell’Iowa ha fatto il giro del mondo. Le infezioni da Ameba sono rarissime, quindi un caso del genere suscita sicuramente un certo interesse. La malattia che questo parassita porta si chiama meningoencefalite amebica primaria (Pam). Si contano 154 infezioni dal 1962 al 2021 negli USA, ma quel che spaventa è la mortalità, solo 4 persone sono sopravvissute, parliamo quindi di un tasso di mortalità del 97%. Ma concentriamoci ora su questa ameba mangia cervello, si tratta di un protista che vive in tutto il mondo, ma predilige gli ambienti di acqua dolce e calda (circa 46 gradi).

Questa ameba, oltre a distruggere il tessuto cerebrale, si nutre anche di batteri, anzi sono questi i suoi piatti principali. Ecco le parole dell’epidemiologo Raoult Ratard: “Per essere infettato, l’ameba deve arrivare molto molto in alto nel naso. Nella parte superiore del naso c’è una piastra ossea sottile come la carta con un mucchio di buchi, un po’ come una zanzariera. Questi buchi servono al nervo olfattivo ed è così che l’ameba, strisciando sul nervo, entra nel cervello”. Nel giro di pochi giorni appaiono i seguenti sintomi, forte mal di testa, febbre, nausea e vomito. Seguono allucinazioni e coma, poi si giunge al decesso che solitamente avviene dopo 18 giorni dall’infezione.

Ameba mangia cervello, perché ne parliamo ora?

Come detto, il caso dell’uomo in Iowa ha destato interesse, ma in generale è bene parlare sempre di questi rischi. Viviamo in un mondo ormai pieno zeppo di batteri, virus, ma non dimentichiamo anche le altre forme di vite, quelle dei microrganismi unicellulari, parassiti della natura che sembrano non avere alcuno scopo nell’ecosistema, eppure se esistono un motivo ci sarà, visto che la natura non fa nulla che non sia razionale. Questa ameba non la si incontrano ingerendo soltanto acqua contaminata, quindi massima attenzione sempre, soprattutto quando andiamo a visitare luoghi esotici e particolarmente caldi.

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