Amianto negli elicotteri della Difesa: militari e poliziotti a rischio cancro

Il Ministero della Difesa ha tenuto nascosto per oltre 15 anni che negli elicotteri in dotazione alle forze armate c'è amianto.

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Il Ministero della Difesa ha tenuto nascosto per oltre 15 anni che negli elicotteri in dotazione alle forze armate c'è amianto.

Gli elicotteri in dotazione alla forze armate e alla polizia provocano il cancro. Innumerevoli modelli di elicotteri che Marina, Esercito, Aeronautica, oltre a alle forze dell’ordine, hanno in dotazione sembrano sollevare fibre di amianto e sono a rischio contaminazione. Da oltre 15 anni le autorità mantengono il silenzio assoluto sul pericolo dei velivoli militari e non c’è da meravigliarsi, ma ora, grazie alla documentazione esclusiva pubblicata dall’Huffington Post potrebbero sollevarsi nuovi scandali legati ai torbidi affari condotti da Finmeccanica e dalla vecchia classe politica con gli alti vertici dello Stato Maggiore della Difesa per quanto riguarda gli appalti e gli approvvigionamenti di mezzi in dotazione alle forze armate e della sicurezza. Copia della corrispondenza tra il Ministero della Difesa e l’azienda che produce gli elicotteri, l’AugustaWestland, ora nelle mani delle procure militari di Roma e Napoli, ha denunciato in pieno la portata della cosa, grazie anche alla segnalazione da parte del Partito per la Tutela dei Diritti dei Militari.

L’AugustaWestland, controllata della Finmeccanica, ha sempre provveduto fin dal 1992, come si evince dallo scambio epistolare, ad informare il Ministero della Difesa di quali modelli da loro prodotti contenessero amianto. La controllata di Finmeccanica, allegando come prova tutto ciò che negli anni è stato inviato al Ministero della Difesa, che non poteva ignorare la presenza di amianto negli elicotteri, il 6 giugno scorso in una lettera inviata al Segretario Generale della Difesa scrive “Sin dal 1996 [abbiamo] trasmesso l’elenco di tutti i materiali ‘pericolosi’ presenti sui nostri elicotteri”.      

Gli elicotteri contaminati

Secondo i dati trasmessi dall’azienda

  • nei modelli AB 206, AB 205, AB 212, AB 212 AS, AB 412: “L’amianto può essere contenuto in guarnizioni, condotti, tubi, nonché pastiglie dei freni”;
  • nei modelli SH-3D; HH-3F: “L’amianto può essere contenuto nelle pastiglie dei freni, ruote e rotore, e nella frizione e nell’APU”;
  • nel CH47: “L’amianto può essere contenuto nelle pastiglie dei freni”;
  • nell’A129: “L’amianto è presente nelle guarnizioni delle paratie parafiamma”;
  • nell’ A109: “L’amianto può essere contenuto in guarnizioni, condotti, tubi, nonché pastiglie dei freni, rotore e ruote”.

In un’altra tabella però si denuncia la presenza di amianto anche nei modelli AB204, SH-3DTS e HH 500 (M, MC, MD, E).    

Corrispondenza tra Difesa ed AugustaWestland

La polemica tra l’azienda e il ministero della Difesa nasce sul rifiuto da parte del dicastero di contribuire, almeno al 50%, alla bonifica dei mezzi aerei. Ma se il ministero era a conoscenza della presenza di amianto nelle carlinghe degli elicotteri, l’equipaggio ne era completamente all’oscuro come era all’oscuro dei rischi che correva a livello di salute stando a stretto contatto con l’amianto sul luogo di lavoro, a bordo degli elicotteri. Uno specialista della Marina Militare racconta in form riservata “Sugli elicotteri è la prima volta che sento parlare di problematiche simili  noi non ne siamo certo stati informati. Qualche guarnizione la si sostituisce. Ma se il problema riguarda anche le tubazioni, queste non vengono cambiate quasi mai, e alcune si trovano in punti praticamente inaccessibili”. Un elicotterista dell’Esercito afferma “Neanche noi abbiamo mai avuto informazioni su questi rischi, né sulle precauzioni da adoperare nel maneggio e nell’ispezione di questi mezzi  il pilota fa l’ispezione al mezzo, prima di salire a bordo. Ma lo specialista mette mano ai componenti, smonta e rimonta. E in tanti anni nessuno si è mai raccomandato perché usassimo cautela o precauzioni, entrando in contato con questo materiale che sappiamo benissimo essere dannoso. Era il minimo, no?”.   Luca Comelini, segretario del Partito dei Militari, dichiara all’Huffington Post “Mi chiedo come mai a distanza di così tanti anni il problema sembri non essere stato ancora risolto. Se i piloti, il personale degli equipaggi di volo e dei reparti di manutenzione non ne sono stati adeguatamente informati, la cosa è ancora più grave. È per questo che appena sono entrato in possesso di questo documento ho ritenuto di doverne informare le autorità giudiziarie” aggiungendo che “i modelli di elicotteri citati in quei documenti non vengono utilizzati solo dalle Forze armate, ma anche dalla Polizia di Stato, dalla Guardia di Finanza, dai Vigili del Fuoco e dalla Protezione Civile: quindi da tutte quelle amministrazioni statali che svolgono compiti di sicurezza e soccorso pubblico.

È allora chiaro che il problema non può non investire la totalità degli apparati dello Stato”. http://www.arpa.emr.it/dettaglio_generale.asp?id=2733&idlivello=1096

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