Allarme meduse in Italia e in Salento: che cosa sta succedendo e i rischi

Allarme meduse in Salento per la presenza della "Pelagia noctiluca".

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Allarme meduse

Dopo le zecche, e’ allarme meduse in Salento e sullo Ionio. Non è la prima volta che accade ma ultimamente sta diventando sempre più frequente. Negli ultimi giorni si sta parlando dell’invasione delle meduse sulle coste italiane, in particolare in Salento, nota meta per le vacanze estive, e in generale sullo Ionio. La notizia ha creato un certo allarmismo per i bagnanti che temono di tuffarsi in acqua per evitare di avere a che fare con queste specie marine.

Allarme meduse in Salento per la presenza della “Pelagia noctiluca”

Dal Salento sono arrivate numerose segnalazioni e gli esperti hanno parlato della presenza della “Pelagia noctiluca” della famiglia delle “Pelagiidae”, una particolare medusa riconoscibile anche di notte proprio perché luminosa.
Questa specie ha la capacità di brillare di notte ed è diffusa maggiormente nelle zone tropicali. La sua presenza in Salento, come hanno sottolineato gli esperti a Repubblica, è un “fenomeno molto raro ma naturale e ciclico” dovuto al forte riscaldamento delle acque mediterranee.

Negli ultimi giorni ne sono state segnalate moltissime, ecco perchè secondo gli esperti è fondamentale attendere che spariranno con il mutare delle correnti marine. Lo scorso anno, un precedente simile si era verificato a Trieste ma in quel caso si trattava della specie “Rhizostoma pulmo”.

Quanto potrebbe durare il fenomeno

In ogni caso, il fenomeno sta preoccupando i vacanzieri che a causa della presenza della medusa spesso rinunciano a fare il bagno, sopratutto dopo le varie segnalazioni di punture. Gli esperti non sanno con precisione quanto potrebbe durare il fenomeno, da alcuni giorni fino ad alcune settimane.
A Repubblica lo zoologo Ferdinando Boero ha dichiarato che:
“La comparsa improvvisa delle meduse coinvolge in particolare i canyon sottomarini del Mediterraneo occidentale e dello Ionio, con le acque profonde che risalgono in superficie e vanno verso le coste per effetto di venti e correnti, spingendo le meduse dove si possono vedere e fotografare”.

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