Allarme materie prime, il MiSE pronto a valutare queste restrizioni sulle esportazioni

Grande sofferenza per l’industria italiana, è allarme crisi economica: il MiSE sulle materie prime sta pensando a restrizioni sull’export.

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Grano e mais russia

Sostenere le aziende italiane in uno dei momenti più difficili dal punto di vista economico. Il MiSE sulle materie prime sta valutando la possibilità dell’introduzione di “restrizioni come dazi e autorizzazioni all’export” su una serie di materiali che possono servire alla nostra industria. Si parla di rame, rottami di ferro, nichel, argilla e prodotti per l’agricoltura. Giancarlo Giorgetti, ministro dello sviluppo economico, ha optato per l’organizzazione di una task force, che prevede incontri serrati con tutte le realtà produttive del paese, dalle industrie alle cooperative, per cercare di fornire le risposte e le proposte adeguate per un momento che si presenta come drammatico.

Le ragioni del MiSE sulle materie prime: lo stato dell’industria italiana

I nuovi rincari su energia e materia prime rischiano di mettere in ginocchio l’industria italiana e dunque l’economia reale del paese. Alcune filiere produttive annunciano una riorganizzazione produttiva e il settore più colpito al momento è quello siderurgico. La crescita delle bollette per questo settore sarà da 37 a 51 miliardi di euro. la Cogne acciai, ad esempio, pensa di chiedere la cassa integrazione per i suoi operai, mentre i siderurgici veneti e bresciani pensano a una produzione a singhiozzo, quando il prezzo dell’energia è troppo alto. Anche l’ex Ilva di Taranto è in affanno.
Grandi difficoltà anche per il settore automobilistico. Molte aziende di componentistica italiana si stanno fermando a causa dell’effetto domino del cablaggio tra l’Ucraina, la Germania e l’Italia. Un altro settore in difficoltà sono le cartiere. È possibile che ci saranno stop alla produzione. Stesso discorso anche per la ceramica e la filiera del tessile nell’area di Prato.

L’industria italiana è in ginocchio. Le sanzioni contro la Russia stanno diventando un boomerang di difficile gestione.

Le richieste di Confindustria in dialogo con la decisione del MiSE sulle materie prime

La situazione dell’industria italiana è drammatica e gli stop alla produzione, come già visto, potrebbero essere innumerevoli e causare grande disagio economico. Confindustria ha deciso di convocare nella giornata di oggi 9 marzo il proprio direttivo. La richiesta sarà quella di misure straordinarie. Una “iniziativa concertata comunitaria per un comune prezzo regolato del gas” e la “sospensione straordinaria a tempo degli Ets, che oggi penalizzano l’industria italiana più decarbonizzata di altre”. Sul lungo periodo, invece, la richiesta è quella di modificare in maniera integrale il mix di risorse energetiche italiane.
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