Allarme gas Russia, Vladimir Putin lascerà l’Europa al freddo ed al gelo?

Vladimir Putin lascerà l'Italia al freddo e al gelo? C'è allarme gas dalla Russia dopo l'interruzione dei flussi mediante gasdotto Yamal-Europa.

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Stop forniture Gazprom

La società tedesca Gascade lancia l’allarme gas Russia. Nelle ultime ore, infatti, dopo un drastico calo, i flussi mediante il gasdotto Yamal-Europa verso la Germania mediante la Polonia si sono interrotti. Vladimir Putin lascerà l’Europa al freddo e al gelo? Intanto il gas risulta essere ai massimi storici: è infatti a quota 200 euro Mwh mentre il Brent per la prima volta dal lontano 2013 supera la soglia dei 119 dollari.

Allarme gas dalla Russia

A causa del conflitto tra Russia ed Ucraina i prezzi di petrolio e gas continuano a salire, soprattutto quest’ultimo che sfiora i 200 euro Mwh. Neanche sul fronte carburanti la situazione è buona. Il prezzo di un barile di petrolio Brent, infatti, arriva a 119 dollari che è il prezzo più alto dal 2013. Si tratta di un aumento di circa il 6% dopo la chiusura di mercoledì. Intanto il prezzo di una barile di petrolio Wti ovvero Set Texas Intermediate che è il punto di riferimento per gli Stati Uniti continua a salire. È scambiato infatti a 116,57 dollari rispetto ai 110,60 della chiusura precedente. Quindi quest’anno il costo di un barile di Wti è salito del 55% mentre quello del Brent del 51%.
La conseguenza degli aumenti di gas e petrolio ovviamente saranno per tantissimi consumatori ma anche per le aziende che pagheranno cara l’energia per il 2022. Confindustria nella giornata di martedì stimava 51 miliardi di costi per le aziende associate per quest’anno. Confcommercio, invece, ipotizza costi per l’energia di circa 30 miliardi, si tratta del +164% in un anno. Per i cittadini, invece, un’altra stangata ci sarà alla fine di marzo con la revisione trimestrale delle bolletta da parte dell’Autorità per l’energia.

Di certo per gli utenti ci saranno nuovi rincari dopo gli ultimi del 55% sulla bolletta della luce per una famiglia tipo in tutela e del 41,8% per quella del gas.
In più ad aggravare la situazione c’è la notizia per la quale i flussi del gasdotto Yamal-Europa via Polonia per la Germania si sono, come detto, interrotti. Tale gasdotto per chi non lo sapesse è uno dei tre tubi utilizzati da Gazprom per portare il gas russo in Europa e vale il 10% delle forniture totali. I flussi nel nostro paese, però, che passano per altri tubi sono per ora intatti.
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